Richiesta

Situazione scuole, appello del Codacons per la Sicilia: “La sicurezza deve essere la priorità degli enti locali”

codacons
9 set 2017 - 17:35

PALERMO - “Quanto sono sicure le scuole dei nostri figli? Quante scuole hanno fatto le “obbligatorie” verifiche di vulnerabilità? La fotografia dell’edilizia scolastica non è confortante e, mentre il paese trema, c’è preoccupazione per l’imminente apertura dell’anno scolastico”.

Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons, chiede a comuni e province di porre in essere interventi urgenti per le verifiche della vulnerabilità sismica di tutti gli edifici scolastici, prima dell’apertura delle scuole. I due enti locali, infatti, sono i primi responsabili sul versante della sicurezza degli edifici scolastici. Ma non i soli, infatti c’è anche la responsabilità del dirigente scolastico, quale responsabile dell’istituto.

“Grava sul dirigente – sostiene L’avv. Carmelo Sardella Dirigente Ufficio Regionale Codaconsl’onere di valutare se consentire l’accesso all’edificio scolastico e, conseguentemente, garantire o meno il diritto allo studio”. 

Ed ecco la provocazione lanciata dal Codacons. “O gli Enti pubblici intervengono immediatamente, garantendo la sicurezza degli edifici prima dell’apertura dell’anno scolastico o il Codacons invita tutti i dirigenti scolastici a denunciare la mancata messa in sicurezza delle nostre scuole siciliane e, di riflesso, a disporne la chiusura”.

Il Codacons ricorda che è compito degli amministratori trovare fondi e strumenti per rientrare nella legalità. “L’unica cosa certa – sottolinea – è che non è tollerabile esporre i bambini a pericoli. Del resto, il dirigente scolastico non può sostituirsi al proprietario dello stabile ed intervenire sugli edifici”. Il Codacons si chiede cosa possa fare un dirigente scolastico, se il proprio istituto risulti privo di protezioni attive antincendio o se l’edificio non è stato valutato nella sua vulnerabilità sismica da esperti ingegneri strutturisti. Nell’indifferenza generale, l’unica soluzione responsabile potrebbe essere quella di impedire l’accesso a scuola.

Il Codacons chiede, quindi, ai prefetti di procrastinare l’inizio delle attività didattiche fino a quando non siano state effettuate, in ogni edificio scolastico siciliano, regione notoriamente ad alto rischio sismico, tutte le verifiche tecniche atte a certificare la possibilità o meno che l’immobile possa essere utilizzabile. Nell’ottica di salvaguardare l’incolumità degli utilizzatori dell’edificio. “Non possiamo continuare a parlare di sicurezza - afferma Tanasi - se si lasciano esposti i bambini a rischi e se si continuano a concedere proroghe per la messa in sicurezza degli edifici”.

L’Associazione ha chiesto la collaborazione dei Comandi dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco: “Non possiamo farci trovare impreparati, per poi versare lacrime di coccodrillo”, conclude il segretario nazionale.

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Redazione NewSicilia



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