Lavoro nero

Siracusa, 160 mila euro di sanzioni. Nel mirino i rivenditori cinesi

lampada cinese 1
6 nov 2014 - 18:08

SIRACUSA - Intensificate le attività ispettive del nucleo di Ispettorato del lavoro di Siracusa su impulso del dirigente della Direzione territoriale del lavoro, Marcello Burti, d’intesa con il comandante provinciale dell’Arma di Siracusa, il colonnello Mauro Perdichizzi. Nel mirino anche le imprese straniere. Il bilancio ammonta a diciassette lavoratori in nero, un’attività imprenditoriale sospesa e 160mila euro di sanzioni amministrative.

Le ispezioni si sono svolte in tre differenti esercizi: nel primo è stato scovato un lavoratore in nero su 8 lavoratori; nel secondo due lavoratori su 13 sono risultati in nero; in un terzo esercizio gli agenti hanno scovato 14 lavoratori in nero su 18 occupati, per cui è scattata la sospensione dell’attività imprenditoriale.  Ma non solo, in quest’ultimo caso il titolare ha dovuto pagare subito 1950 euro per riavviare l’esercizio, e nei prossimi giorni dovrà pagare una maxi sanzione di 4000 euro per ogni singolo lavoratore trovato in nero, oltre alla regolarizzazione degli stessi e ai pagamenti dei contributi previdenziali.

Per gli stranieri occupati irregolarmente, una direttiva europea del 2011, scarica sul datore di lavoro, a prescindere dalla effettiva minor durata, un onere aggiuntivo di tre mesi di contributi previdenziali per ciascuno. Inoltre l’imprenditore dovrà pagare allo straniero il costo del biglietto aereo per il rimpatrio.

L’imprenditoria straniera, in particolare quella cinese, ha dimostrato una situazione analoga, se non addirittura peggiore: i dipendenti - che comprendono ormai anche lavoratori italiani - sono impegnati nella quasi totalità con rapporti di lavoro part time ritenuti incompatibili coi turni di apertura degli esercizi commerciali. Ovvero, ciò significa che questi dovrebbero lavorare molti anni in più e comunque maturare una pensione molto più bassa del dovuto.

Le dovute segnalazioni sono state immediatamente inviate all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza per le violazioni fiscali e tributarie. I controlli proseguiranno con modalità di accesso che terranno conto dei diversi settori produttivi, in relazione ai luoghi e agli orari che saranno ritenuti più proficui per l’individuazione di lavoratori irregolari o in nero. Foto tratta da Panoramio.com

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Mirko Regalbuto



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