Mafia

Sindaco di Comiso minacciato di morte: “ta scantari a nesciri ra casa, vi scannu a tutti”, arrestato boss mafioso

comiso arrestato
1 lug 2015 - 12:57

COMISO – Mario Campailla, presunto boss mafioso attivo a Comiso, ha minacciato di morte il sindaco del paese ed i suoi collaboratori; oggi però l’uomo è stato arrestato dalla polizia. Già noto alle forze dell’ordine per via di alcuni precedenti penali ascrivibili al reato di associazione mafiosa, da qualche giorno sollecitava il primo cittadino affinché montasse in piazza Fonte Diana il palco che ospiterà i prossimi spettacoli estivi previsti a Comiso.

Proprio lì, infatti, si trova il bar della sua compagna la quale avrebbe tratto notevoli benefici economici dall’installazione del palco in prossimità del suo esercizio commerciale. Gli esercenti della zona, autotassandosi, avevano scelto di montare il palcoscenico in un punto della piazza che fornisse a tutti le stesse possibilità di introito; Mario Campailla invece pretendeva che lo stesso venisse avvicinato al bar della compagna, agevolando così gli affari della donna. Egli giustificava tale richiesta sostenendo che: “Il palco doveva essere montato in un’altra posizione perché i suoi clienti dovevano beneficiare degli spettacoli e che diversamente lui non avrebbe ricevuto il profitto sperato“. 

Prima di minacciare il sindaco di Comiso, l’uomo ha tentato di intimorire gli operai addetti alla costruzione del palco. Questi ultimi, dopo aver tentato invano di fargli comprendere che non avrebbero potuto montare il palco in altra maniera, sono stati costretti così ad interrompere i lavori.

Mario Campailla è quindi passato all’attacco rivolgendosi, in maniera non esattamente pacifica, al sindaco e al suo staff: “Non fari muntari stu palcu, ti rissi nun fari muntari stu palcu, nun lu fari muntari se no ci rugnu fuocu, nun mi scantu agghiri in galera”. Ai ripetuti tentativi da parte del sindaco di spiegare il perché l’oggetto del contendere doveva assumere quella precisa collocazione in Piazza Fonte Diana, Mario Campailla ha risposto: “Allura se parri accussi ta scantari a nesciri ra casa. Se muntati u palcu vi scannu a tutti a partiri ro sinnucu tanto avanti ca arriva a Volanti, va scannatu a tutti”.

Il sindaco Spataro a quel punto non ha potuto far altro che contattare gli agenti della Digos e la polizia che, raccolte le necessarie testimonianze, sono andati a casa del presunto boss mafioso. Qui ha poi arrestato l’uomo per condurlo infine al carcere di Ragusa. Il boss, incurante del conseguente aggravamento della sua posizione ha annunciato agli agenti: “Non finisce qui“. 

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Valentina Idonea



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