Appello

“Signor Presidente Gentiloni…”: lettera di Pippo Firrincieli per la Sicilia

Signing the deal
10 gen 2017 - 17:59

CATANIA  - La Sicilia con i suoi problemi e le tante cose che mal funzionano è sempre stata al centro di tante polemiche e discussioni. In molti si chiedono cosa si possa fare per cambiare in meglio la nostra isola ricca di risorse. 

A chiedere un ausilio al presidente Paolo Gentiloni con una lunga lettera che vi riportiamo di seguito è Giuseppe Firrincieli, nato a Ibla ma catanese di adozione, già dipendente del Ministero della Difesa, che oltre ad essere giornalista è preside della facoltà di Sociologia e Scienze della Comunicazione presso la UniSanRaffaele di Zugo (Svizzera), nonché libero docente di Tecniche della Comunicazione Pubblica e Marketing.

“Signor Presidente Paolo Gentiloni, Le invio questa lettera perché possa contribuire a dare una discreta spinta alla martoriata terra di Sicilia. La prego di leggerla, le rubo solo 5 minuti del suo prezioso tempo. Io sono un siciliano che ancora crede in quest’Isola, nelle Istituzioni e che Ella potrebbe fare qualcosa per rimetterla in cammino, nel suo tanto agognato sviluppo economico ed occupazionale. Si è mai chiesto perché molti italiani e siciliani vanno a risiedere alle Canarie o in altri posti perché con la propria pensione qui non ce la fanno? Io sto riflettendo sulla possibilità di andarmene, ma prima di prendere una decisone definitiva ho pensato di inviarle la presente missiva. Come Ella ben sa, la Sicilia ha grandi potenzialità, come l’agricoltura, il clima, la bellezza paesaggistica, immensi patrimoni storici e culturali e tali da rendere invidia a tanti altri Paesi. Non pensa che favorendo un interesse di intrattenimento residenziale e di turismo stanziale, rivolto ai cittadini dei 27 Paesi europei ed oltre, la Sicilia non possa diventare il centro del Mediterraneo più attraente per investimenti internazionali nel settore del turismo? Il Governo Italiano non avrebbe bisogno di stanziare fondi di investimento per creare lavoro. Basterebbe proporre un decreto per abbassare le tasse in Sicilia del 50 per cento e sicuramente nel giro di qualche anno gli introiti fiscali aumenterebbero più del doppio di quelli di prima. L’Isola entrerebbe a pieno titolo nella rosa dei paradisi turistici del Mediterraneo. La mafia e tutte le organizzazioni a delinquere non avrebbero la possibilità di attingere mano d’opera così facilmente come adesso, perché i giovani in cerca di un facile guadagno avrebbero opportunità diverse nel settore del vero e onesto lavoro. Nel 1962, Taormina aveva il suo Casinò e il signor Guarnaschelli, proprietario di quella casa da gioco, versò al Comune di Taormina e ai Comuni viciniori fior di miliardi di lire come tasse; ma purtroppo la struttura, che aveva attirato la presenza di moltissimi turisti italiani e stranieri, dava fastidio ai “poteri forti” del Nord e alle altre case da gioco, di Campione d’Italia, Venezia e Sanremo, e così nel giro di un anno e mezzo venne annientata. I politici italiani non contenti di tale ‘chiusura’ si prodigarono anche a trasferire il premio cinematografico “Il David di Donatello” da Taormina a Roma. Già dieci miei amici, ex colleghi di lavoro, hanno abbandonato l’Isola e si sono trasferiti con le loro famiglie a Tenerife e, quando ci sentiamo per telefono, mi dicono: ‘Cosa stai aspettando a venire? Qui è tutto diverso, lo vedrai con i tuoi occhi e col tuo portafoglio’. Signor Presidente, qui non c’ è più alcuna possibilità di vendere un immobile, neanche a prezzi irrisori, perché non c’è mercato. Qui è tutto fermo, dalla Agricoltura al Commercio. Fino a quando dobbiamo continuare così? La classe politica specie in Sicilia è composta da gente inetta che sa solamente dilapidare soldi, senza capire che la Sicilia è in coma profondo. Guardi che non ci vogliono miliardi di euro per creare occupazione in Sicilia; ci vuole un minimo di buona volontà perché si possa intervenire per incentivare iniziative private di investimenti a bassissimo regime fiscale. Di sicuro, una volta invertita la rotta, chissà quanti siciliani tornerebbero a vivere in Sicilia ed inoltre quanti stranieri investirebbero in quest’Isola. Di sicuro ci saranno pressioni politiche perché tutto ciò non avvenga e perché la Sicilia debba continuare a soffrire le pene dell’Inferno. E se sarà così, credo proprio che a breve e a medio termine, in questa terra rimarranno ben pochi di siciliani onesti e l’Italia, freddamente, per non di dire cinicamente, rimarrà a guardare. Forse aveva ragione l’eroe risorgimentale Luigi Settembrini quando, nel 1870, pronunciò quella fatidica frase: ‘La colpa fu di Ferdinando II, perché se avesse fatto impiccare me e i miei amici, avrebbe risparmiato al Mezzogiorno e alla Sicilia tante incommensurabili sventure. Egli fu clemente e noi facemmo peggio!’. Signor Presidente, ci pensi, glielo chiedo con il cuore, perché ho stima di Lei. Le auguro buon Anno e La prego di farmi sapere. Giuseppe Firrincieli”.

 

Giuseppe Firrincieli. 

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Redazione NewSicilia



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2 pensieri su ““Signor Presidente Gentiloni…”: lettera di Pippo Firrincieli per la Sicilia

  1. Marcello

    Gentile dott. Firrincieli,
    notiamo con piacere che ancora esistono persone di cultura con notevole attaccamento affettivo verso la nostra tanto amata/odiata Sicilia.
    Però, caro signore, credo che oramai Ella debba sapere che tutto è perduto, non si può cambiare nulla, anzi, cambierà sempre in peggio, ecco perchè i giovani fuggono all’estero e cosa ben più importante . . . che non tornano più.
    Qui in Italia è tutto sbagliato, e fino a che permettiamo che un politico vota all’ unanimità un aumento di stipendio per un parlamentare di circa 1.350,00 euro al mese, camuffando il tutto in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali; e fino a che permettiamo che lo stipendio di questi signori sia di €uro 19.150,00 al mese + €. 4.030,00 (per Portaborse, che è generalmente un parente o familiare), finchè continuiamo a permettere a questi soggetti di usufruire di un rimborso spese affitto di circa €. 2.900,00 al mese + indennità di carica che varia de €. 335,00 ad un massimo di 6.455,00 mensili, tutti esente da tasse . . . e non per ultimo, telef. cell. gratis, come pure tessera del cinema, tessera teatro, tessera autobus/metropolitana, circolazione autostrade gratis, piscine e palestre gratis, ferrovie, voli nazionali, aereo di stato, cliniche,assicurazione infortuni, assicurazione morte, auto blu con autista, ristoranti, TUTTO GRATUITO, inoltre hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi di Parlamento, pensi che la sola Camera dei Deputati costa al cittadino €. 2.215,00 AL MINUTO !!!!
    Caro dott. Firrincieli, il Suo apprezzabile fervore patriottico si infrange con l’ ottusità, l’ignoranza, il menefreghismo, lo star bene degli italiani, e si, perchè se non gli starebbe bene questo stato di cose . . . sarebbe normale vedere scoppiare al più presto una rivoluzione . . . ma questo non succede e non succederà mai . . . perchè agli italiani non manca nulla, giusto qualche piccola rinuncia, tutti stanno bene, albergatori, località turistiche, ristorazioni, crocieristi, ecc, ecc, ecc.
    Con rispetto
    MarcelloGemete

    1. Giuseppe Costanzo

      Credo che al punto in cui ci hanno portato tutti questi cari “ONOREVOLI,” negli ultimi vent’anni, difficilmente potrà cambiare il vento, visto la classe politica che ci troviamo il 90 per cento corrotti, ladri, collusi, che governano questo paese hanno ridotto il più bel paese del mondo e cioè la nostra cara Italia ad un paese del terzo mondo. Vedi le ingiustizie che vediamo tutti i santi giorni, esempio: italiani che frugano fra i cassonetti dei mercati, ho dormire all’addiaccio, ho in macchina chi a la fortuna di averne una, ed in compenso immigrati in alberghi 5 stelle e si lamentano perché in alcuni casi non hanno HF, oppure non piace ciò che gli passano da mangiare. E noi Italiani sopportiamo tutti questi soprusi, ma credo che la corda stia per spezzarsi, e non immagino quali conseguenze potranno accadere a tutta questa classe politica.

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