Decreti

Sigarette, foto choc sui pacchetti per smettere di fumare: ma il vizio…

Bambino sigarette
24 ago 2016 - 06:37

CATANIA – Controversia o utilità?

È questo il titolo del giorno in merito al decreto legislativo n. 6 del 12 gennaio 2016 emanato dal presidente della Repubblica Mattarella sulle “avvertenze combinate relative alla salute per i prodotti del tabacco da fumo”, in atto dal 2 febbraio 2016.

Parliamo di pacchetti di sigarette che hanno modificato, secondo le nuove direttive dell’Unione europea, il loro “deisgn” in qualcosa di particolare per coinvolgere l’area del nostro cervello dedita alle emozioni e al processo decisionale: foto choc sulle confezioni standard delle sigarette.

Dal 20 maggio 2016, in tutta Italia, le direttive hanno preso forma e con esse anche il decreto legislativo dello scorso gennaio: in particolare, l’Ue prevede che “sui pacchetti di prodotti del tabacco o di prodotti correlati figurino delle avvertenze relative alla salute. Le avvertenze combinate (immagini e testo) relative alla salute devono coprire il 65% della superficie esterna del fronte e del retro della confezione di sigarette“. 

Insomma: immagini fronte-retro, che coprono più della metà di un pacchetto di sigarette nel tentativo di “suggestionare” il fumatore e tentare di farlo smettere con l’aggiunta del numero verde per “togliere il vizio”. Una novità aggiunta all’abolizione del pacchetto da 10. Ma per capire di cosa stiamo parlando, la foto di quest’articolo la dice già lunga. Eccone un’altra.

Uomo sigarette

“Il fumo causa ictus e disabilità”, “il fumo causa il cancro alla bocca e alla gola” e “il fumo danneggia i tuoi polmoni” sono soltanto alcune delle frasi che accompagnano queste fotografie che potrebbero anche urtare la vostra sensibilità. Il motivo? Ci rifacciamo ancora al decreto legislativo n. 6, nell’articolo “Finalità e ambito di applicazione”: sono due gli obiettivi che si intende raggiungere. Il primo, “garantire un livello elevato di protezione della salute umana, soprattutto per i giovani [...] nonché ad ostacolare un eccesso di offerta e la diffusione del fumo tra i minori” ed il secondo, agevolare il buon funzionamento del mercato interno dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati”.

Abbastanza convincente? Secondo alcuni fumatori, presi un po’ alla sprovvista in diversi punti vendita dove ci siamo recati, non lo è affatto.

“Vogliono garantire la salute umana in che modo, mettendo queste immagini? I fumatori e le fumatrici continueranno a comprare le sigarette, con o senza queste terribili fotografie, io la prima – ci ha detto Luisa -. Sanno bene (riferito al governo e ai politici in generale) che a prescindere dal modo in cui si presenta il pacchetto, noi compriamo lo stesso: è un business“.

Lo stesso concetto lo ha espresso Rita, forse in maniera più diretta: “Possono mettere pure la foto di qualcuno che getta sangue dalla bocca, ma tanto noi fumiamo comunque“.

Molti però sono d’accordo sul fatto che queste immagini potevano essere benissimo risparmiate e lasciare il layout di grafica così come si presentava fino allo scorso maggio, ma alcuni si attrezzano di “Cigarette case” proprio per evitare di guardare queste foto choc: “Sono molto sensibile e guardare quelle immagini mi suggestiona tantissimo, è assurdo che mettano cose del genere. Ho deciso quindi di comprare un porta sigarette per nasconderle e fumare in santa pace: al fumo non voglio rinunciare”.

Delle persone alle quali abbiamo chiesto un parere in merito nessuno ha rinunciato al fumo, proprio come ci ha detto Maria nella dichiarazione appena riportata, ma Luca è passato ad altro: “Non compro più pacchetti da quando ci sono queste foto orrende, non voglio che mio figlio di sei anni le veda anche perché non ricordo mai dove metto le sigarette e potrebbe impressionarsi. Sono passato al tabacco da arrotolare, dove queste fotografie non sono presenti. Resta comunque vergognoso piazzare immagini di questo tipo, anche se sono convinto che le vendite non si fermeranno: si continuerà a fumare, il vizio va oltre le politiche e le direttive”.

Ciò che dice Luca è vero: infatti, come si denota nel decreto legislativo n.6, “i prodotti del tabacco da fumo diversi dalle sigarette, dal tabacco da arrotolare, dal tabacco per pipa ad acqua hanno l’obbligo di recare l’avvertenza generale” che “comprende  il riferimento al sevizio di disassuefazione dal fumo [...]. Ciascuna confezione unitaria e l’eventuale imballaggio esterno di tali prodotti recano anche una delle avvertenze testuali”Solo testo, nessuna fotografia.

Un'altra fotografia che può essere trovata nei pacchetti: viene pianto un caro parente morto a causa del fumo

Un’altra fotografia che può essere trovata nei pacchetti: pianto un caro parente morto a causa del fumo

Non è comunque un’esclusiva tutta italiana: già in Australia, ad esempio, queste fotografie sono presenti nei pacchetti e, secondo i dati riportati dal Cancer Council of Victoria, la proporzione dei fumatori che ha smesso è aumentata. O anche in Russia, soprattutto nei pacchetti Marlboro, abbiamo immagini del genere.

Come rivenditore è intervenuto per Newsicilia Salvo Lo Bianco, ex presidente della Federazione Tabaccai, che ci ha tolto un piccolo dubbio: “In tutti i pacchetti di sigarette ci saranno queste fotografie choc, ma il fatto che intanto si trovino soltanto in pacchetti come Merit o Marlboro è dovuto ad una giacenza dei depositi o delle stesse tabaccherie. Così come per i pacchetti da 10, quando termineranno i rimanenti privi di immagini si passerà a quelli che ultimamente stanno circolando: devono essere smaltiti sia questi che quelli da 10″.

E le vendite?

“Si potrà vedere tra poco, a settembre. Quello che posso dire è che la gente quando vede queste foto ride e sorride ma non è a causa di esse che i pacchetti di sigarette non vengono più acquistati. È un fattore economico, ormai fumare è diventato un lusso: le persone che smettono di fumare non lo fanno perché vedono le immagini, comunque scioccanti, ma perché economicamente comincia a pesare”.

Perché, quanto costa un pacchetto di sigarette in Italia? Beh, parecchio secondo una stima del biennio 2014-15 dell’associazione Manifatture del Tabacco: in media, i fumatori italiani devono spendere €4,10 euro per acquistare un pacchetto da 20. In paesi come la Russia si trovano prezzi molto inferiori (poco più di un euro).

Insomma, queste fotografie scandalizzano chi compra le sigarette, ma a Catania, almeno, il vizio persiste e continuerà a farlo. Quindi, tornando alla domanda iniziale, proprio di utilità queste foto non sembrano essere.

Gabriele Paratore



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