Impedimento

“Sono siciliana ma vivo a Londra. Niente vacanze nella mia terra: biglietti proibitivi”

aereoporto Trapani
25 giu 2016 - 12:49

CATANIA – “Vivo a Londra da quattro anni ed ho progressivamente assistito ad una lievitazione dei costi del biglietto aereo impressionante, ma quest’anno abbiamo raggiunto l’apice. Eviterò di tornare a casa e di trascorrere le vacanze in famiglia: si tratta di una scelta obbligata”.

Sono queste le parole con cui Roberta Mazzara, una catanese di 27 anni che da quattro vive a Londra per lavoro, traccia un quadro decisamente allarmante sulla situazione dei fuori sede.

È chiaro ormai che questo caro prezzi riguardi soltanto il meridione e che il problema diventi sempre più scottante con l’arrivo della bella stagione. Ma l’assurdità della situazione si fa palpabile quando pensa che per andare in qualsiasi altra grande città europea, i prezzi sono assolutamente normali.

“L’anno scorso, invece di tornare a casa, ho preferito andare in Grecia e con lo stesso prezzo del biglietto per Catania ho fatto una splendida vacanza con vitto e alloggio incluso - dichiara Roberta -. Dovrebbero fare delle convenzioni proprio per i lavoratori all’estero: siamo davvero tanti, non possiamo pagare le spese di un sistema dormiente”.

In sostanza questa volta Roberta per ritornare in patria dal 22 all’1 agosto, quindi non parliamo neanche di alta stagione, avrebbe dovuto tirare fuori dal portafogli 490 euro, ed è facilmente intuibile che una cifra del genere per fare un bel bagno a mare venga evitata da molti.

“L’easyJet ormai è diventata carissima, Alitalia non fa voli diretti e l’unica salvezza è rappresentata da Ryanair che però atterra a Comiso – spiega Roberta – quindi è chiaramente un disagio per chi deve affrontare tutte quelle ore di aereo ed anche per chi ti aspetta a casa“.

E qui ci si chiede chi dovrebbe agire, chi deve risvegliare le coscienze perché il punto qui è che continuando ad aspettare potrebbe davvero diventare troppo tardi.

Vittoria Marletta



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