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Sicilia, ritardi e mancanze: la “rincorsa” di ASP e associazioni nella lotta al randagismo

Canile Cucciolo Cane
5 apr 2016 - 06:25

CATANIA - Occhioni dolci e tutti da coccolare: cani e gatti sono gli animali più amati e desiderati. Ma quando si parla di loro, purtroppo, è difficile non poter fare riferimento al randagismo.

Sono molti gli animali abbandonati o smarriti. E non tutti trovano una casa o vengono riconsegnati ai padroni. Ad oggi, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania ha anagrafato quasi 427 mila unità tra cani e gatti: oltre 423 mila sono cani, oltre 3 mila felini. Neanche a dirlo, le province di Palermo e Catania sono quelle in cui sono stati registrati in maggior numero.

Ed è attraverso il dottor Carmelo Macrì, direttore UOC Igiene Urbana Veterinaria ASP Catania, che facciamo il punto della situazione: “Volendo fare una sintesi, si può dire che in Sicilia si è cominciato ad avere un occhio di riguardo nei confronti del randagismo nel 2007, quando la Regione, tenendo conto della legge 15/2000, ha definito meglio le competenze, le funzioni e i luoghi dei comuni e delle Aziende Sanitarie”.

“Nel 2012 - prosegue Macrì – la competenza è stata affidata ai comuni. E a Catania sono stati ampliati i i locali del presidio di Igiene Urbana Veterinaria ed è stato potenziato l’ufficio progetti animali, dando continuità alle attività per il recupero dei cani e gatti senza padrone, malati e traumatizzati, in convenzione con i privati”.

Di conseguenza, le associazioni di volontariato svolgono un ruolo fondamentale nella lotta al randagismo, attraverso le loro segnalazioni agli uffici di competenza e alle campagne di sensibilizzazione sul territorio.

È bene ricordare che i canili vengono divisi in canili ricovero e rifugi sanitari. In ogni provincia, dunque, gli animali trovati vengono portati in queste apposite strutture. Tuttavia, non tutti i comuni sono provvisti di rifugi pubblici. In questi casi, quindi, ci si avvale della collaborazione di strutture private attraverso apposite convenzioni. Per esempio, nessuno dei 58 comuni in provincia di Catania dispone di un rifugio pubblico, affidandosi a 8 rifugi ricovero e uno sanitario convenzionati.

In totale, afferma ancora Macrì, “in provincia di Catania ci sono 2.100 posti per i cani, di cui 150 liberi. Inoltre, sono state censite oltre 120 colonie di gatti, per un totale di circa 1.350 felini. Complessivamente, invece, nel 2015, sono stati ritrovati o adottati 380 cani e ne sono stati riconsegnati circa 150 ai legittimi proprietari”. Per quanto riguarda il censimento degli animali senza padrone a livello regionale, è difficile poter dare un numero preciso, considerando che non tutte le province hanno provveduto a numerarle: ecco spiegato il voto insufficiente per molte di queste in un questionario fatto da Legambiente.

Ad oggi, l’ASP e le associazioni lavorano in sinergia per combattere il fenomeno del randagismo non solo attraverso l’intensificazione dell’anagrafe canina, ma anche con campagne di educazione alla popolazione e lotta all’abbandono, attività di monitoraggio del territorio e sterilizzazione chirurgica dei soggetti catturati.

Andrea Lo Giudice



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