Inquinamento

Sicilia “privata” della bellezza del suo mare: situazione delicata lungo la costa ionica

Mare-sporco
22 giu 2017 - 06:29

CATANIA - “Io sono nato in Sicilia [...] terra natìa circondata dal mare immenso e geloso”, diceva uno dei più grandi autori siciliani della storia, Luigi Pirandello. Cos’è il mare per la Sicilia? A questa domanda si risponderebbe con facilità con un semplice “tutto”, ma oggi le cose vanno diversamente.

Il binomio Sicilia-mare, soprattutto nel periodo della bella stagione, è storicamente uno dei punti fondamentali sotto diversi aspetti, in particolare quello turistico. L’estate è ufficialmente iniziata ieri, ma lungo la costa ionica della Sicilia continuano a persistere problemi di cui abbiamo parlato già l’anno scorso: il mare inquinato e le spiagge sporche. Già l’estate scorsa, diversi sono stati gli episodi di malattie gastrointestinali dovute a tutti i batteri presenti nelle acque del mare.

Quest’anno, all’alba della bella stagione, sono stati presi i primi provvedimenti: in 3 chilometri e mezzo della costa catanese vige il divieto di balneazione, per evidenti rischi alla salute dei bagnanti. Stesso provvedimento preso anche in alcune zone del Siracusano, in particolare vicino Pachino e nelle spiagge nei pressi della zona industriale tra Priolo e Augusta. Nel Messinese, invece, ben 10 chilometri e mezzo della costa saranno vietati ai bagnanti.

Si prevede, dunque, una nuova stagione all’insegna del mare inquinato: motivo questo che negli anni passati ha mosso diverse proteste portate avanti da Legambiente, Goletta Verde e SEL. Ancora oggi si parla di sistemi fognari mal funzionanti e mai messi a norma di legge: in buona parte dell’isola, ciò che passa all’interno delle fogne va a rovesciarsi direttamente nel mare, provocando uno spettacolo poco gradevole. Sono, infatti, facilmente visibili diverse chiazze di sporcizia, trascinate via dal movimento delle onde lungo tutta la costa.

In questi anni, di conseguenza, si è registrato un calo vertiginoso del numero di bagnanti lungo le coste ioniche, con evidenti disagi anche per tutti i settori che ruotano attorno alla stagione estiva. Ma oltre al problema delle acque del mare, l’altro grande nodo da sciogliere per la politica siciliana sono le spiagge, sporcate sia da ciò che il mare porta con sé, ma anche da chi le usa come una discarica a cielo aperto. Proprio sul discorso spiagge, come riporta il M5S di Catania di piazza Guardia e via Ipogeo, “il 9 giugno gli attivisti del Movimento 5 Stelle Catania insieme ad alcuni cittadini, nell’ambito dell’evento ‘Puliamo le spiagge e le vie della nostra città’, hanno rimosso dalla spiaggia libera numero due una gran quantità di rifiuti di ogni sorta: bottiglie di vetro, contenitori di plastica e metallo, legname, materiali inerti, pannolini, siringhe e vestiario, abbandonati sulla sabbia in barba al rispetto dell’ambiente. La settimana successiva la spiaggia era di nuovo in pessime condizioni. Ad oggi la situazione è la stessa e, nonostante la stagione balneare sia già aperta dal 15 giugno, le docce non sono attive, mancano gli spogliatoi e non c’è neanche una torretta d’avvistamento per i bagnini, che controllano la sicurezza dei bagnanti dal basso, sotto due ombrelloni fatiscenti e strappati. Questo è il concetto di decoro urbano dell’amministrazione Bianco. Litorale sporco, degrado ambientale, carenza di servizi: questo è lo stato delle spiagge libere della Playa di Catania, grazie alle inadempienze dell’amministrazione e alla mancanza di controllo”.

I siciliani (e non solo) aspettano un cambiamento e un risvolto positivo per la questione “mare”: un bene per cui diverse associazioni ambientaliste e politiche, tra cui quelle prime citate, combattono da diverso tempo.

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Mauro Di Stefano



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