Bilancio

Sicilia: “Fine della crisi economica”. Nel 2015 + 0,4% del Pil

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28 dic 2015 - 12:36

PALERMO -  “Il tempo della crisi che ha colpito dal 2008 la maggior parte dei Paesi europei, incidendo profondamente sul tessuto economico nazionale e regionale, sembra essere giunto al termine nel corso del 2015, con il diffondersi dei segnali di stabilizzazione del ciclo”.

Sono queste le parole di buon auspicio pronunciate dal dirigente dell‘ufficio statistica Giuseppe Nobile. Per la serie “dopo la tempesta torna sempre il sereno“, ecco che a chiudere in bellezza quest’anno, ci pensano, infatti, i promettenti risultati dell’analisi economica elaborata, appunto, dall‘ufficio statistica della Regione che sottolinea la crescita del Pil: +0,4% dopo 7 anni da incubo.

Dopo avere perso 13 punti di Pil dal 2008 al 2014 con il conseguente aumento del divario rispetto al resto Paese (-9,2%), la Sicilia sembra lasciarsi alle spalle la fase recessiva, anche se permangono alcune criticità dovute agli effetti della lunga crisi.

Non finiscono qui le buone nuove perché, stando all’analisi congiunturale appena pubblicata, “si preannuncia una ripresa a partire dal 2016 in un contesto nazionale di crescita più decisa”. I timidi segnali positivi si riscontrano nei consumi delle famiglie, in crescita, quest’anno, dello 0,2%, in controtendenza rispetto a sette anni consecutivi di valori negativi, con le peggiori performance nel 2012 e nel 2013 (-3,9 e -3,7%).

Anche i consumi finali interni, in base alle analisi degli esperti sui dati Istat elaborati attraverso il modello multisettoriale della Regione siciliana (Mms), invertono la rotta, +0,1% a fronte dello -0,7% dell’anno scorso e del -2,9% di due anni fa.

Qualcosa si muove pure sul fronte degli investimenti fissi lordi: nonostante il dato sia negativo, -1,3%, anche in questo caso i segnali sembrano incoraggianti rispetto ai numeri disastrosi degli ultimi anni: -12,7% nel 2012, -12,7% nel 2013, -4,4% nel 2014.

Le previsioni sul valore aggiunto indicano “a chiusura d’anno una variazione nulla, mentre un maggior dinamismo caratterizzerebbe il 2016″. Nello specifico, in agricoltura il valore aggiunto è stimato in crescita dell’1,7% a fronte del -5,2% dell’anno scorso; in attenuazione le tendenze recessive nelle costruzioni, -2,4% contro il -5,5% del 2014, mentre si registra una sostanziale stabilità per l’industria e i servizi (0,1%).

“Le più aggiornate informazioni - conclude Nobile - indicano infatti un’uscita dell’economia italiana dalla fase recessiva, grazie alla ripresa della domanda interna sostenuta in special modo dai consumi delle famiglie, ma la possibile imminente inversione di tendenza, che riguarda anche la Sicilia, deve fare i conti con i gravosi e perduranti effetti dalla fase recessiva che nel contesto regionale sono ancora particolarmente avvertiti”.

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Vittoria Marletta



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