Disagi

Sicilia, chiudono le riserve naturali. Crocetta: “Interverremo velocemente”

Isola Bella
14 apr 2016 - 13:33

SICILIA - “Parchi e riserve senza personale? Lo trovo veramente surreale in una Regione che ha 24 mila forestali, 1.200 guardie armate del corpo forestale e altre migliaia di precari. È vero, c’è un problema di contributi ai gestori, ma certamente non di personale”.

A prendere parola è il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, che commenta la notizia dell’imminente chiusura delle riserve naturali siciliane.

“Non bastano i soldi per coprire le spese”. Sembra assurdo e invece è pura realtà. Con la stagione estiva alle porte, infatti, il Dipartimento dell’Ambiente ha fatto sapere agli enti gestori delle 21 riserve naturali dell’isola, che la somma di 859 mila euro stanziata per le spese di impianto e di gestione delle aree in questione, non è abbastanza per coprire tutte i costi necessari. Quindi da dopo domani tutti a casa: le associazioni ambientaliste e i gestori delle aree che tanto hanno fatto in questi anni per promuovere i territori.

A chiudere i battenti saranno le Riserve naturali Isola di Lampedusa, Macalbue di Aragona, Grotta di Santa Ninfa, Lago Sfondato, Grotta di S. Angelo Muxaro, Grotta di Carburangeli, Grotta dei Puntali, Grotta della Molara, Grotta Conza, Grotta d’Entella, Monte Conca, Capo Rama, Lago Preola e Gorghi Tondi, Saline di Trapani e Paceco, Torre Salsa, Isola delle Femmine, Biviele di Gela, Saline di Priolo, Monte Pellegrino, Complesso Immacolatelle e Micio Conti e Isola Bella.

Ma Crocetta non ci sta e annuncia provvedimenti “immediati”. Già da domani, infatti, convocherà il dirigente e l’assessore all’Ambiente, Maurizio Croce, per provvedere all’utilizzo del personale in carico alla Regione.

“Intanto - conclude il governatore - presenteremo un emendamento al disegno di legge stralcio per rimpinguare i fondi del capitolo relativo alla gestione delle riserve, risorse che abbiamo provato ad aumentare già durante la discussione della manovra finanziaria ma trovando il no dell’Assemblea siciliana”.

Vittoria Marletta



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