Giornalismo

La Sicilia celebra i 25 anni della “Carta di Treviso”

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5 ott 2015 - 16:04

PALERMO - La prima Carta deontologica al mondo, adottata dall’Ordine dei Giornalisti a tutela dei minori, a venticinque anni dalla nascita, sarà rivisitata e rievocata in Sicilia nel corso di questi mesi, con varie iniziative ad ogni livello. Il 5 ottobre 1990 la Carta di Treviso veniva stilata e sottoscritta da Ordine dei Giornalisti e Fnsi, in collaborazione con il Telefono Azzurro e le associazioni di volontariato della città di Treviso che hanno organizzato il convegno “Da bambino a notizia, i giornalisti per una cultura dell’infanzia”.

Tiziano Toffolo, tra i principali promotori di tante iniziative legate alla Carta di Treviso, interviene con una dichiarazione: “Colgo con piacere il sostegno ai principi della Carta che proviene dalla ‘migliore Sicilia’, in primis dall’Ordine Regionale dei Giornalisti, quella ‘Sicilia dei comunicatori’ che mi ha subito conquistato per il rispetto della famiglia e dei bambini e per la particolare sensibilità, nella stragrande maggioranza dei casi, nei confronti di temi delicati come la tutela dei minori nei media. La Carta di Treviso è ormai patrimonio, oltre che della professione giornalistica, anche dell’opinione pubblica, delle mamme e dei papa, e di tutte le persone sensibili, a cui sta a cuore la crescita serena dei bambini e degli adolescenti. Infatti decine e decine sono le proteste quando la Carta viene violata (e purtroppo i casi di violazione sono in costante aumento negli ultimi tempi), come nei più recenti fatti di cronaca, uno per tutti, la tragedia di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, dove il fratellino del povero Loris rischiava di essere ‘stritolato’ dalla famelica macchina del gossip, riportandoci ai tempi di Cogne, quando Davide, il fratellino di Samuele, è stato oggetto del peggior morboso gossip. L’intervento forte e tempestivo del presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, con un pressante comunicato rivolto a tutti i colleghi, invitandoli al rispetto del codice deontologico e alla tutela dei minori coinvolti, ha contribuito a fermare una vergognosa serie di reportage ‘morbosi’, soprattutto televisivi sul caso del povero Loris. Sono certo che la Sicilia – conclude Toffolo – ancora una volta, anche in occasione di questo anniversario, sarà in prima linea, nella divulgazione dei valori della Carta di Treviso, primo codice deontologico dei giornalisti italiani e fiore all’occhiello di etica professionale di tutta la categoria”.

Teresa Di Fresco

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Redazione NewSicilia



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