Affitti

Sicilia, case “da sogno” in realtà inesistenti. La truffa corre sul web

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8 set 2015 - 06:55

CATANIA - Vi sarà capitato spesso, nel corso della vita, di sentire o pronunciare la frase “nulla è impossibile”. È un modo di dire incoraggiante e talvolta veritiero perché incita a fare di tutto per ottenere un dato obiettivo. Il punto in questione oggi, però, è che nella realtà dei fatti alcune cose che sembrano impossibili sono davvero impossibili: insomma, non esistono.

Parliamo di vere e proprie truffe ai danni di ignari utenti che giorno dopo giorno, nelle varie città siciliane, scorrono tra le pagine internet alla ricerca dell’appartamento perfetto. Puliti, ordinati, luminosi, con doppia stanza da letto, super accessoriati e in zone centrali ottimamente fornite.

Si presentano così le “case fantasma” che nonostante le ripetute denunce, continuano ad essere proposte nel mare magnum del mondo web senza che molto si possa fare per arginare il problema. La tecnica utilizzata per abbindolare “le vittime” è sempre la stessa. Noi siamo stati contattati da Giacomo, il nome lo abbiamo inventato, che ci ha raccontato la sua esperienza comune a quella di molte altre persone.

“Le condizioni proposte dall’annuncio lo rendevano troppo bello per essere vero – racconta il ragazzo -. Me ne stavo li davanti al pc cercando di capire quale fosse il modo più veloce per contattare il padrone di casa. Sulla pagina era presente solo un servizio mail che permetteva di inviare un messaggio pre-impostato – aggiunge Giacomo -. Così decido di avere fiducia nei confronti del genere umano e di inoltrare la richiesta di informazioni speranzoso in una celere risposta – conclude il quasi truffato -. Quando ho letto la mail ricevuta, ho capito subito che c’era qualcosa che non andava”.

Parla così Giacomo, che dice di avere ricevuto un messaggio da un inglese. Inizialmente, quest’ultimo si presenta come una persona molto affidabile. L’eventuale padrone di casa, infatti, racconta della sua vita, dei suoi figli e di avere comprato un punto d’appoggio in Sicilia tanti anni prima.

Nella mail, che poi è risultata essere quasi identica a quella ricevuta da tante altre persone in casi differenti, chi ha messo l’annuncio ricorda anche di volere un rapporto “pulito”, quindi confessa di avere bisogno di informazioni più dettagliate riguardo all’affittuario: dove lavora, quanto guadagna e per quanti mesi vorrebbe affittare, in modo da completare correttamente la “trattativa”.

“Ho deciso di andare in fondo alla faccenda, più per avere gli strumenti in modo da denunciare quanto stava accadendo, che per l’interesse personale, quasi subito svanito – continua Giacomo-. La ciliegina sulla torta è arrivata qualche ora dopo, quando il proprietario fantasma mi ha spiegato come avremmo dovuto muoverci perché io potessi visitare la casa”.

In sostanza “per una sua tutela personale” il padrone di casa conferma a Giacomo la possibilità di vedere l’appartamento ma solo dopo che il giovane siciliano abbia versato sul conto dell’inglese l’intero affitto (cosa vuoi che siano 400 euro per un appartamento di quel genere) e anche altri 1.000 euro che corrispondono alla cauzione e altre spese non ancora ben individuate.

Questo versamento da parte di Giacomo sarebbe dovuto avvenire, quindi, qualche giorno prima di essere poi contattato da un terzo intermediario, amico del proprietario, dotato delle chiavi per poter accedere all’apparentamento. Insospettito Giacomo, sapendo parlare correttamente l’inglese, chiede al suo interlocutore mediatico la possibilità di avere un confronto via Skype, ma questo si nega.

A quel punto era chiaro cosa stesse succedendo e Giacomo ha deciso di concludere lì lo scambio di mail.

Il capo della polizia postale Marcello La Bella ha detto di essere a conoscenza di casi del genere che vengono quotidianamente monitorati. Solo nell’ultimo anno, infatti, sono state sporte circa dieci denunce per truffe simili. “In casi del genere si può agire per via legale solo dietro denuncia, ma il problema è che spesso, nonostante vengano individuati i truffatori, non è possibile risalire al denaro che è stato rubato – conclude La Bella - per questo è giusto agire seguendo la via della prevenzione”.

Seguendo quindi i consigli forniti dalla polizia postale, abbiamo deciso di segnalarvi tre caratteristiche di un annuncio che accendono un campanello d’allarme sull’affidabilità di chi lo posta su un sito internet:

- la mancanza di un numero di telefono diretto attraverso il quale poter contattare il proprietario;

- prezzi eccessivamente “competitivi” rapportati all’appartamento che viene offerto e alla concorrenza;

- numeri civici che non corrispondono a portoni di palazzi ma a negozi.

Insomma, citando Giulio Andreotti: “A pensar male si fa peccato ma, a volte, si indovina”. 

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Vittoria Marletta



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