Immigrazione

Si contano solo 28 superstiti su oltre 700 naufraghi nella tragedia più grande di sempre

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19 apr 2015 - 20:16

SICILIA - Ormai è conclamata come la peggior tragedia dell’immigrazione di sempre. Probabilmente il numero esatto della strage non si conoscerà mai. Ma, di certo, c’è che una tragedia simile non ha precedenti. Le cifre parlano di centinaia e centinaia di morti. Oltre 700 i disperati che affollavano il barcone della morte che si è capovolto la scorsa notte nel Canale di Sicilia quando si trovava a circa 70 miglia (120 chilometri) dalle coste libiche.

La richiesta d’aiuto è subito sembrata una delle tante. Anche per il tono pacato dell’interlocutore che ha chiesto aiuto. Poi l’imprevedibile quando i soccorsi hanno inviato sul posto il mercantile portoghese King Jacob. Alla vista dei soccorritori, gli immigrati stipati come animali su un’imbarcazione non più lunga di 30 metri, si sono spostati tutti su un lato facendo capovolgere il barcone. Da lì la strage.

Adesso, si rincorrono notizie, cifre, testimonianze di solidarietà e, puntuali, critiche e accuse. Noi proviamo, si seguito, a riportare tutti gli aggiornamenti che si susseguono. A cominciare dalle prime iniziative intraprese per fronteggiare l’emergenza, oltre alla tragedia.

Dalle ore 17.00 sono stati attivati (come riportato dall’ANSA) un numero telefonico ed una mail della Croce Rossa italiana (Cri) per richiedere informazioni sui dispersi e le vittime tra le persone a bordo del peschereccio naufragato nel Canale di Sicilia. Lo rende noto il presidente del Comitato provinciale Cri di Catania, Stefano Principato. Il numero telefonico è 389-3432063 e la mail è rfl@tricatania.it, finalizzata ai ricongiungimenti familiari. Al numero telefonico risponderanno operatori italiani e mediatori culturali in arabo e senegalese.

Intanto, le prime notizie più precise circa la situazione dei superstiti trovano riscontro nelle parole di Chiara Montaldo, responsabile di Medici Senza Frontiere in Sicilia, secondo cui sarebbe confermato in 28 il numero dei superstiti del naufragio.

Un sopravvissuto al naufragio è arrivato a Catania. Secondo quanto apprende l’ANSA è un ferito arrivato con un elicottero della marina militare. Non è stato sentito per il suo stato di salute.

Ci sarebbe anche un ragazzino tra i 10 e i 15 anni tra le vittime del naufragio che sono state recuperate dai soccorritori. “È stato uno dei primi che abbiamo recuperato – raccontano alcuni di loro – era a faccia in giù in una chiazza di nafta”. A Pozzallo, invece, dove Msf Italia ha il suo presidio, intorno alle 23:30 è atteso un centinaio di superstiti di un altro naufragio. A testimonianza che i viaggi della disperazione non sono ormai più calcolabili e si susseguono a ritmo incessante.

Tra i commenti che riportano le agenzie di stampa c’è quello di Enzo Bianco, sindaco di Catania. “Spero almeno che quest’ennesima, immane tragedia dei migranti, a più grande a memoria d’uomo, risvegli la coscienza dell’Europa. Troppo a lungo, con un cinismo inaccettabile – ha aggiunto – il nostro continente e le sue istituzioni si sono voltati dall’altra parte, ignorando un problema esplosivo. Il dramma dei migranti non è un’emergenza improvvisa; è un colossale problema con cui ci dovremo confrontarci per anni. Non va ignorato e scaricato sulle spalle delle città e delle regioni di frontiera; questi mesi noi, comunità siciliane, ci siamo sentiti drammaticamente soli”.

La Procura di Catania ha avviato un’inchiesta sul naufragio dei migranti avvenuto in acque libiche nel quale vi sarebbero oltre 700 morti. Il fascicolo, che non ha al momento iscrizioni nel registro degli indagati, ipotizza i reati di naufragio e omicidio colposo plurimo. 

Un minuto di silenzio, prima della replica di Toreador e di Cavalleria Rusticana, per commemorare le vittime del naufragio nel Canale di Sicilia è stato osservato dal pubblico del Teatro Massimo di Palermo, accogliendo l’invito del sindaco e presidente della Fondazione Teatro Massimo Leoluca Orlando e del sovrintendente Francesco Giambrone. “Un’iniziativa doverosa – dice Giambrone – per ricordare l’enormità della tragedia avvenuta vicino a noi e di fronte alla quale nessuno può restare indifferente”. Sempre in segno di lutto, al Teatro Massimo domani bandiere a mezz’asta.

Numerose associazioni e soggetti politici si stanno mobilitando in queste ore. Un appello sottoscritto fino ad ora da Anpi, Arci e Arcigay di Catania, Catania Bene Comune, Collettivo Politico Experia, Gapa, I Siciliani giovani, I Cordai, Rete antirazzista catanese, Rifondazione comunista, Unione degli Studenti, ha indetto una manifestazione a Catania che si terrà mercoledì alle 18 in Piazza Stesicoro.

Domani, alle 8, è previsto un presidio nel porto di Catania.

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Redazione NewSicilia



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