Mafia

Settore agricolo monopolio della famiglia Pruiti: dai terreni ai finanziamenti europei

dia
9 giu 2017 - 13:16

MESSINA - Avevano messo su un meccanismo ben organizzato nel settore agricolo nella zona dei Nebrodi. Grazie alle indagini della Dia è emerso come il clan di Cesarò, grazie al legame con Salvatore Catania, fosse un’espressione della pericolosissima famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano.

Nello specifico, per quanto riguarda la famiglia Pruiti, a capo dell’organizzazione vi era Giovanni, attualmente in carcere, subentrato al posto del fratello Giuseppe, dopo il suo arresto lo scorso 14 febbraio. Le indagini, infatti, si sono sviluppate sulla ricostruzione reddituale e patrimoniale del successore.

Giovanni Pruiti, 41 anni

Giovanni Pruiti, 41 anni

Un dato importante che è stato messo in luce è che, nonostante i membri della famiglia fossero sottoposti a misure di prevenzione, continuavano a ricevere contributi dalla comunità europea. Ma non si sono fermati qua: dalle investigazioni è risultato che il patrimonio fosse inoltre frutto di investimenti di gran lunga superiori ai flussi finanziari regolarmente dichiarati.

Per ottenere l’ingente patrimonio scoperto mettevano in atto i tipici metodi mafiosi, in modo da avere il controllo dei terreni privati e ottenere così dei benefici economici. Non mancavano di fatto concrete intimidazioni nei confronti degli aspiranti acquirenti che erano obbligati al recesso delle trattative in corso, ostacolando di conseguenza ogni libera iniziativa agricola-imprenditoriale e condizionando il libero mercato.

Dunque, è stato disposto il sequestro dell’enorme patrimonio di cui Pruiti dispone direttamente o indirettamente. Si tratta praticamente di imprese del settore agricolo, diversi terreni agricoli, veicoli, titoli ordinari Agea e rapporti finanziari in corso di quantificazione.

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Redazione NewSicilia



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