Avidità

La sete del “vil denaro” che distrugge la sanità siciliana: l’identikit dei dirigenti del Vittorio Emanuele

medici
9 gen 2017 - 11:44

CATANIA - Una vita spesa tra studi e alla ricerca di realizzare un sogno. Con la speranza di rendersi utili al prossimo. 

Poi, però, basta niente a mandare tutto in fumo e un’onorata carriera, lunga quasi trent’anni. Solo due nomi, quello di Elvia Sicurezza (65 anni) e di Gaetano Romeo, entrambi medici dell’ospedale Vittorio Emanuele di Catania.

Lei era direttore medico dell’U.O.C. di Nefrologia e Dialisi, lui dirigente medico dello stesso reparto. Entrambi sono entrati a far parte del Vittorio Emanuele nel 1989: ben 28 anni di carriera alle spalle. Entrambi laureati all’università di Catania. Lui, addirittura, era riuscito a laurearsi velocemente: iscritto in medicina nel 1977, infatti, ha finito gli studi nel 1984, con il voto di 110 e lode. 

Poi, la decisione di proseguire la specializzazione in nefrologia e dialisi, conseguita con il massimo punteggio, 50 su 50 e la lode.

Due nomi che, nel tempo, si sono affermati sempre più nel mondo della sanità catanese e siciliana, diventando per molti pazienti un vero e proprio punto di riferimento. Ma, questa grande fiducia riposta in loro, è costata cara. Da una parte a chi credeva in loro, beffati e raggirati, costretti a doversi rivolgere a cliniche private per alcune analisi.

Dall’altra agli stessi dirigenti. Oggi senza più una credibilità, senza un lavoro e, soprattutto, con la consapevolezza di aver buttato al vento anni di onorata carriera e di sacrifici per raggiungere e assicurarsi un posto che, oggi, in molti vorrebbero.

Il tutto per dei soldi in più, il tutto per favorire qualche amico o qualche azienda. Almeno questo secondo l’accusa. Saranno le indagini a dare il loro verdetto.

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Redazione NewSicilia



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