Intervista

Serrata laboratori, Farinella: “Protesta inevitabile. Il servizio sanitario pubblico va a rotoli”

Jpeg
15 mar 2016 - 12:22

SICILIA - “La situazione ormai sembra degenerare. Sia per quanto riguarda i singoli laboratori d’analisi pubblici sia per il singolo privato accreditato. Questi sono limitati a un budget sempre sforato, a causa dei tagli imposti sulla sanità ormai da qualche anno”.

A parlare è Enzo Massimo Farinella, segretario regionale della Cisl Medici, in merito alla protesta, avvenuta oggi davanti all’assessorato alla Salute di Palermo, che ha portato alla chiusura di oltre 600 strutture tra laboratori d’analisi e ambulatori a causa degli eccessivi tagli ai budget degli ultimi anni.

“Il problema principale – continua Farinella – è la carenza di organico presente nelle strutture pubbliche che, di riflesso, fa si che il privato accreditato possa godere di una qualità maggiore rispetto ad una struttura pubblica dilaniata da continui tagli”.

“Siamo consapevoli – spiega – che la protesta di oggi possa ritorcersi contro il cittadino, che in questo caso viene ad essere considerato come l’anello debole del sistema, che senza dubbio andrà incontro a numerosi disagi. Queste continue proteste non fanno altro che sottolineare il lento ma inevitabile smantellamento del servizio sanitario pubblico, per molti anni orgoglio italiano”.

“Proprio per questo il nostro intento – annuncia Farinella – è quello di aggirare questa protesta cercando una soluzione politica, ovvero riuscire ad aprire un tavolo tecnico alla regione, e cercare di vedere criticamente chi non ha rispettato le regole, ovvero chi non ha sforato il tetto massimo imposto dalla regione”.

“Purtroppo la  visione – sottolinea – per quest’anno non è ottimistica, le finanze regionali non sono in miglioramento. Proprio per questo il 22 marzo ci incontreremo con l’assessore alla Salute Gucciardi che già un mese e mezzo fa promise di far realizzare degli atti autorizzativi, con una prescrizione ai direttori generali che potranno applicare il decreto 1.380 riguardante le dotazioni organiche di ogni struttura sanitaria”.

“Il decreto prevede infatti che, per far si che il cittadino possa usufruire al meglio di ogni struttura predisposta al servizio medico, questa presenti non meno di 8 medici più il primario per far si che vi possano essere delle turnazioni necessarie del personale – conclude Farinella – capaci di poter rispondere in maniera ottimale alle richieste del pubblico”.

Carlo Marino



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