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Sequestro beni di Ciancio: “Tutto alla luce del sole”

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18 giu 2015 - 16:42

CATANIA - Dopo il ciclone che si è abbattuto su Mario Ciancio Sanfilippo, a cui sono stati sequestrati circa 17 milioni di euro, arriva la replica.

Dura quella dell’editore, che afferma come tutti i suoi movimenti bancari siano stati “sempre alla luce del sole…i conti sono stati versati sin dai lontanissimi anni ’60/’70 e sono rimasti fermi per circa 40 anni. Il loro incremento è stato dovuto solo alle attività di investimento svolte dagli istituti di credito svizzeri”.

Anche per questa ragione, Ciancio nella sua nota sottolinea che “non essendoci nulla da nascondere, ho autorizzato la Procura federale svizzera a collaborare con l’autorità giudiziaria italiana”. Un motivo in più per cui “i soldi sono stati fatti rientrare e versati in un istituto di credito nazionale a Catania con il sistema del bonifico”.

“Per quanto riguarda la provenienza dei capitali – si legge – la Procura di Catania ha sottolineato nei suoi atti che è attribuibile alle attività imprenditoriali che ho svolto durante tutta la mia esistenza. E tutto il capitale l’ho sempre rimesso in circolazione per portare avanti con successo le attività di famiglia dando lavoro a centinaia di persone”. 

Infine, l’imprenditore si spinge oltre: “La mia colpa è quella di essere nato in Sicilia e di aver portato avanti per decenni diverse attività. Dimostrerò alla Procura qual è la verità”.

Duro anche il suo legale Carmelo Peluso, che ha dichiarato a Livesicilia: “Non ci aspettavamo che prendessero tale decisione senza prima ascoltarci e basandosi su argomenti che sostengono una inesistente sproporzione tra i possedimenti di Ciancio e le sue entrate. Per questo siamo pronti a replicare con fermezza”.

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Redazione NewSicilia



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