Evasione

Sequestro da 1 milione di euro a carico del notaio Cannizzo

Guardia-di-Finanza
15 set 2015 - 09:16

CATANIA - Una serie di reati tributari, dall’evasione alla “dichiarazione fiscale infedele”.

Queste le risultanze delle indagini condotte dai finanzieri del Comando provinciale di Catania – in esecuzione di un provvedimento emesso dal Gip del Tribunale etneo, su richiesta della locale Procura della Repubblica – che hanno portato al sequestro preventivo di circa un milione di euro, nei confronti del Notaio Marco Cannizzo.

Tutto è cominciato da una verifica fiscale condotta lo scorso anno dal Nucleo di Polizia Tributaria di Catania nei confronti del noto professionista, che ha permesso di scoprire una consistente evasione realizzata attraverso il mancato rilascio di fatture ai propri clienti per le prestazioni rese.

L’attività ispettiva si è conclusa con la segnalazione all’Agenzia delle Entrate delle violazioni commesse dal professionista il quale, ritenendo corretta la ricostruzione operata dai militari, ha aderito al verbale di constatazione, istituto tributario che permette di chiudere immediatamente l’accertamento, beneficiando della riduzione delle sanzioni e della possibilità di rateizzare il debito con l’Erario.

Parallelamente, Cannizzo è stato denunciato alla locale Procura della Repubblica per il reato di “dichiarazione fiscale infedele”.

Il costante monitoraggio svolto dai finanzieri, d’intesa con i magistrati del Gruppo Criminalità Economica, ha consentito, inoltre, di scoprire come il professionista si fosse limitato a versare solo la prima rata prevista dal piano di rateizzazione, adempimento necessario per poter accedere ai predetti benefici, omettendo di provvedere al pagamento delle rate successive.

La Procura della Repubblica, dunque, ha richiesto e ottenuto dal Tribunale etneo l’emissione di un provvedimento cautelativo di tutti i beni del professionista fino al raggiungimento del debito erariale residuo.

Sono stati, pertanto, sottoposti a sequestro 16 rapporti finanziari con saldi attivi per 955.000 euro e quote di una società immobiliare ragusana per i residui 8.000 euro.

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Marco Bua



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