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Maxi sequestro a Nicola Liardo, affiliato a Cosa Nostra: si serviva di prestanomi

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1 dic 2016 - 06:04

GELA - Ieri, i carabinieri del Reparto Territoriale di Gela ed i Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria del Comando Provinciale di Caltanissetta, hanno eseguito il sequestro del patrimonio di un affiliato a Cosa Nostra gelese, assicurando al patrimonio dello Stato diversi beni mobili ed immobili, ma anche un intero complesso aziendale, per un valore complessivo di circa un milione di euro.

Il protagonista della misura eseguita su decreto del Tribunale Misure di Prevenzione di Caltanissetta, a seguito della proposta da parte della Procura della Repubblica nissena, è Nicola Liardo, pregiudicato gelese di 42 anni, da sempre vicino alla famiglia “Emmanuello”, ed arrestato in numerose operazioni delle forze di polizia per associazione mafiosa ma anche per estorsione e, suo core business, il traffico di sostanze stupefacenti.

La complessa indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, ha visto una stretta e costante collaborazione tra le professionalità dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza nella ricerca di fonti di prova, nonché nell’accurata e compiuta dimostrazione della sproporzione tra reddito e patrimonio del nucleo familiare del Liardo.

Sono stati oggetto del sequestro per la confisca:

  •  150 mila euro circa di denaro contante;
  • due immobili nel centro storico di Gela, tra cui la casa dove viveva la famiglia del mafioso
  •  4 terreni agricoli, che si estendono per diversi ettari, nelle contrade Manfria e Gibliamuto dell’agro gelese;
  • 4 auto per un valore di 25 mila euro circa;
  • una nota ed avviata pizzeria-tavola calda situata sulla principale via Venezia di Gela.

Le operazioni di sequestro hanno visto impiegate simultaneamente pattuglie del Nucleo di Polizia Tributaria di Caltanissetta e del Reparto Territoriale di Gela dell’Arma dei Carabinieri nei comuni di Caltanissetta e Gela.

L’azione criminale del Liardo era stata tanto pervasiva da infiltrarsi, così è chiarito nel provvedimento di sequestro, nella gestione di tale attività. In questo caso, anche se i prestanome gestivano le attività commerciali, interamente sottoposta a sequestro, i guadagni si ritiene servissero a sostenere la famiglia di Liardo, che da diversi anni è ristretto in detenzione carceraria.

Il duro colpo inflitto con la misura di prevenzione alla criminalità gelese risulta stimato superiore al milione di euro e, su disposizione dell’A.G. sono stati affidati ad apposito amministratore giudiziario in attesa della confisca.

Redazione NewSicilia



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