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Sequestrate cinque tonnellate di pesce: una parte era scaduta da oltre un anno

pesce
5 gen 2015 - 12:24

PALERMO – Quasi 400 illeciti amministrativi contestati, 63 per un valore complessivo pari a 106 mila euro; 11 sequestri per un totale di 5 mila chili di prodotti ittici, 6 denunciati per vendita di prodotto ittico in cattivo stato di conservazione e frode in commercio.

Sono i dati dell’operazione complessa denominata ”Labyrinth”, disposta su scala nazionale dal Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto e coordinata a livello regionale dalla Direzione marittima di Palermo.

Scoperte anche partite di merce scadute da un anno. I nuclei ispettivi pesca della Guardia costiera di Palermo, Trapani, Mazara del Vallo, Porto Empedocle e Gela e gli uffici marittimi dipendenti hanno effettuato controlli a 360 gradi sulla cosiddetta filiera della pesca.

Sotto osservazione ristoranti, locali tipici, osterie, trattorie, punti di ristoro turistici, locali etnici e sushi, hotel con ristorazione, supermercati, discount, grande distribuzione, pescherie, mercati rionali, punti vendita surgelati, grossisti e piattaforme logistiche nonché sul fenomeno degli ambulanti di pesce su strada, anche al fine di tutelare gli operatori commerciali della pesca che lavorano nell’alveo della legalità.

Da segnalare alcuni casi particolari connessi al controllo nei confronti dei grossisti di prodotti ittici: è stata rinvenuta merce congelata scaduta da oltre un anno all’interno dei magazzini di un grossista palermitano, pronta per essere distribuita ai commercianti al dettaglio oltre a 15 cernie congelate non tracciabili e prive di etichettatura; il rinvenimento, all’interno di una cella frigorifera di un grossista di frutta operante nel territorio di Villabate di una notevole partita di prodotto ittico non tracciabili (circa 800 chili di filetti di brosme, arringhe, sarde, filetti di ling).

Trovate in magazzini di un grossista di Misilmeri, numerose confezioni di prodotti ittici congelati preconfezionati (circa 50 chili di polpi, pesce spada, astici e gamberi) senza alcuna etichetta riportante la provenienza, il tipo di prodotto, la data di congelamento e la data di scadenza;

Ma non solo… la direzione marittima di Palermo, ha infatti sequestro oltre 1600 chili di filetto di nasello della Patagonia rinvenuto all’interno di un grossista di Carini. Lo stesso era stato rietichettato quale nasello dell’oceano Atlantico, specie molto più pregiata rispetto al povero nasello patagonico.

Sono in corso le indagini per il reato di frode nell’esercizio del commercio.

Sotto la lente di ingrandimento anche i punti vendita adibiti alla vendita al dettaglio di prodotti surgelati. A Terrasini un punto vendita è stato sanzionato ben due volte per violazione degli obblighi di rintracciabilità dei prodotti ittici nonché per vendita al consumatore di prodotti congelati in sacchetti anonimi preconfezionati privi di alcuna informazione.

Analoga violazione è stata accertata presso due negozi di surgelati di Palermo.

Un blitz che ha preso di mira principalmente i quartieri Zisa ed Acquasanta del Comune di Palermo.

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Redazione NewSicilia



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