Mafia

Sequestrate società a Carmelo Motta, re della carne

carabinieri
7 mar 2016 - 18:39

CATANIA - A seguito delle indagini del raggruppamento operativo speciale dei carabinieri di Catania, sezione anticrimine, lo scorso 26 febbraio, il tribunale di Catania, con decreto n.15/16 rss – 2/16 r.seq, ha disposto il sequestro di tutte le quote e azioni (pari ad un importo complessivo di euro 2.837.124) delle società Due Emme Srl, Ge.Ma Srl e So.Me.Ca Srl, con sedi a Belpasso ed Acireale.

Le società operavano nel settore della commercializzazione della carne e prodotti derivati riconducibili a Carmelo Motta. Quest’ultimo è imputato nel procedimento penale, denominato “Caronte”, in cui gli sono addebitate le condotte di concorso esterno all’associazione mafiosa denominata “Santapaola-Ercolano” e di intestazione fittizia degli assetti societari sottoposti a sequestro. Nello specifico, l’imputato ha occultato di essere socio delle società con appartenenti a “Cosa Nostra catanese”.

Motta ha ammesso, successivamente, di aver cercato un contatto con uno degli esponenti di spicco dei Santapaola, Vincenzo Aiello, al fine di ottenere protezione nel momento in cui avrebbe concluso un importante accordo commerciale con una delle società in questione, la Meridi Srl, per fornire le macellerie dei supermercati “Fortè”. Riconducibile a questa catena di supermercati è Antonino Pulvirenti, ex patron del Calcio Catania. 

Da questi elementi e da ulteriori indagini, il Tribunale, è giunto alla conclusione che Carmelo Motta ha instaurato rapporti con “Cosa Nostra catanese” riuscendo così, in cambio di ingenti somme di denaro, ad ottenere protezione e vantaggi durante le attività imprenditoriali. 

Inoltre, Motta è stato condannato in via definitiva per estorsione in quanto aveva dato incarico ad alcuni appartenenti all’associazione mafiosa, di recuperare delle somme di denaro relative alla propria attività imprenditoriale.

Le operazioni di sequestro sono state eseguite dal raggruppamento operativo speciale dei carabinieri di Catania, Sezione Anticrimine, e dal Comando Provinciale Carabinieri di Catania. 

Rossana Nicolosi



© RIPRODUZIONE RISERVATA