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Sequestrata a Cefalù area demaniale marittima di 300 mq: 6 noti pub nell’occhio del ciclone

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27 lug 2015 - 12:16

PALERMO – Dalle prime ore della mattina di oggi, la Polizia di Stato sta eseguendo, sul lungomare “Giuseppe Giardina” di Cefalù, il sequestro preventivo di un’area demaniale marittima di circa 300 metri quadri occupata da tavoli, ombrelloni, fioriere e altri elementi di arredo tutti strumentali all’attività di ristorazione di sei tra i più noti pub e ristoranti della cittadina normanna.

L’operazione, coordinata dal Dirigente del Commissariato di P.S. Cefalù, Dr. Manfredi Borsellino, denominata “Free-Waterfront”, inizia con alcuni esposti anonimi che lamentavano l’occupazione abusiva del suolo pubblico.

E proprio dall’attività investigativa sarebbe emerso che nessuno di diversi titolari di noti locali operanti sul Lungomare di Cefalù è provvisto di concessione demaniale per l’occupazione degli spazi antistanti il proprio locale.

Gli uffici del Demanio Marittimo di Palermo non avrebbero rilasciato ad oggi ai ristoratori cefaludesi le concessioni a causa di quella, che il Gip di Termini Imerese ha definito una “empasse” amministrativa, costituita dalla mancata soluzione della vertenza tra il Comune di Cefalù (già assegnatario delle aree interessate in forza di una concessione demaniale scaduta nel dicembre del 2013 e non più rinnovata per omessi pagamenti dei canoni annui di concessione) e l’Assessorato Territorio e Ambiente.

Quest’ultimo non avrebbe dato corso alle richieste di concessione avanzate dai ristoratori anche per l’assenza a Cefalù di un Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo, per la stesura del quale lo stesso Assessorato ha recentemente nominato un commissario ad acta. Sta di fatto che a fronte della semplice presentazione della richiesta di concessione (e del relativo pagamento dei diritti fissi) i ristoratori e i titolari dei pub del lungomare cefaludese già dal maggio scorso si sono avvalsi dell’area demaniale antistante il proprio locale collocandovi sedie, tavoli, fioriere, ombrelloni e ogni altro elemento di arredo necessario all’attività di ristorazione.

I funzionari dell’A.R.T.A. (Assessorato Territorio e Ambiente), sentiti nel corso degli accertamenti, pur volendo far ripartire le istruttorie tese al rilascio delle concessioni nonostante l’assenza del PUDM (Piano Utilizzo Demanio Marittimo), avrebbero dichiarato che l’iter amministrativo sarebbe talmente lungo e complesso per via dell’acquisizione dei prescritti pareri della Soprintendenza, del Genio Civile e di altri enti, da non consentire il rilascio delle concessioni per la stagione estiva in corso.

E così è stato avviato il sequestro delle aree interessate e la loro restituzione alla fruizione pubblica. 

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Redazione NewSicilia



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