Aggressione

Sequestrano e seviziano per ore un pastore: arrestati tre romeni

volante carabinieri
16 mar 2015 - 12:38

CALATAFIMI SEGESTA – Hanno sequestrato e seviziato per ore un pastore di 29 anni, loro connazionale.

Con questa accusa i carabinieri hanno arrestato a Calatafimi Segesta, nel trapanese, tre romeni.

Le indagini sono scattate dopo l’arrivo al pronto soccorso dell’uomo con il volto e il corpo completamente tumefattI.

Agli investigatori il cittadino romeno ha raccontato di essere stato vittima di un sequestro di persona.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il pastore la sera precedente le sevizie aveva ricevuto una telefonata da un suo connazionale, Vasilica Vlase, che gli chiedeva di raggiungerlo a casa. Durante il percorso il 29enne aveva incontrato un altro suo connazionale Catalin Sever Babiuc che lavorava con lui in un ovile a Calatafimi ed insieme avevano raggiunto l’abitazione di Vlase, dove la vittima ha trovato ad attenderlo anche il fratello di Vasilica, Ionut.

Una volta arrivato nell’abitazione del connazionale per il pastore è iniziato l’incubo: buttato a terra e immobilizzato i tre hanno iniziato a picchiarlo selvaggiamente con un tubo di gomma, con un bastone di legno e con un ascia, puntandogli un coltello alla gola e minacciandolo di morte nel caso si fosse rivolto alle forze dell’ordine.

Dopo avergli rubato un telefono cellulare, i documenti personali e 150 euro in contanti i tre si erano messi a dormire, chiudendo a chiave la porta di casa.

Solo quando uno dei suoi tre aguzzini all’alba è uscito di casa per andare al lavoro la vittima è riuscita a scappare e a chiedere aiuto.

Nell’abitazione di Vlase gli investigatori hanno trovato i documenti e i soldi rubati alla vittima oltre a numerosi oggetti atti ad offendere tra cui bastoni, accette, coltelli, tubi in gomma, forbici, martelli, alcuni dei quali con tracce di sangue, che sono stati sottoposti a sequestro.

Per i tre romeni, invece, sono scattate le manette. Gli inquirenti ritengono che dietro all’efferato gesto non vi sia soltanto il movente della rapina, quanto piuttosto un regolamento di conti tra connazionali.

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Redazione NewSicilia



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