Sbarchi

Segregazione e violenza, un viaggio all’inferno. Fermati tre scafisti

Sbarco dei migranti
15 apr 2016 - 08:09

PALERMO - Tre scafisti fermati e sullo sfondo i racconti dall’inferno intrisi di orrore e violenze.

Due senegalesi e un gambiano sono stati individuati dalla Squadra mobile della polizia di Stato e dalla guardia di Finanza dopo lo sbarco, due giorni fa, di 900 migranti, giunti in porto a bordo della nave norvegese “Siem Pilot”, inserita nel dispositivo “Triton”.

Sono accusati di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e ingresso illegale nel territorio dello Stato.

Le informazioni acquisite a bordo del natante e le successive attività investigative hanno permesso di raccogliere significativi elementi indiziari.

I tre si occupavano di governare i gommoni e le imbarcazioni di fortuna e, in considerazione dell’elevato numero dei clandestini, del mantenimento dell’ordine a bordo, anche esercitando violenza sugli immigrati.

L’individuazione è stata possibile anche attraverso l’osservazione dei filmati e delle immagini raccolte a bordo della nave e alle dichiarazioni rese da alcuni migranti.

Attualmente, sono in corso indagini per verificare l’eventuale appartenenza dei fermati a una più ampia e violenta organizzazione di trafficanti di esseri umani. È emerso il drammatico contesto di prevaricazioni e violenze soprattutto nelle fasi preparatorie del viaggio per raggiungere le coste italiane: dalla segregazione sotto vigilanza armata all’interno di un casolare nell’entroterra di Sabrata, a circa due miglia dalle spiagge, fino al trasbordo sui gommoni utilizzati per la traversata, in condizioni precarie.

Anche dopo la partenza dalla spiaggia, per 5-6 ore e comunque fino all’avvistamento in lontananza della nave dei soccorsi, i gommoni venivano seguiti da altre imbarcazioni con uomini libici armati.

Ciascun migrante è stato costretto a pagare ai trafficanti tra i 1.200 e i 3.500 euro. La Procura di Palermo, dopo aver valutato l’operato della polizia giudiziaria, proporrà al giudice la convalida del fermo dei tre scafisti, detenuti al Pagliarelli.

Redazione NewSicilia



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