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“Se spacci ti bacio”: il saluto dei pusher catanesi e il business della droga

Kiss
12 gen 2016 - 07:22

CATANIA - Un bacio in bocca in segno di appartenenza allo stesso clan. Così si salutavano i pusher di via della Rondine a Catania.

Una consistente organizzazione criminale finalizzata al traffico, alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’intento era quello di favorire l’attività dell’associazione mafiosa che faceva capo al “gruppo Nizza” e non mancava mai l’utilizzo di armi, detenute illegalmente.

Questa la fotografia di una vicenda che andava avanti da anni a Catania e che ha visto finire in manette 7 persone.

Carmelo Natale Anastasio, 44 anni, pregiudicato già in carcere per altra causa, Vincenzo Grasso, 28 anni, sottoposto agli arresti domiciliari, Dario e Giuseppe Santostefano, rispettivamente di 27 e 42 anni, Maurizio Torrisi, di 42 anni, detto “Mille lire” e Orazio Vinciguerra. Sono loro i destinatari della misura restrittiva emessa, questa mattina, dalla Procura distrettuale di Catania.

L’attività investigativa, condotta dalla Squadra Mobile etnea con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, comincia a maggio del 2014 con il sequestro di 260 kg di marijuana e di varie attrezzature utilizzate per pesare e confezionare la droga.

In quell’occasione le indagini hanno permesso di appurare che la droga, custodita da Anastasio, era destinata alla “piazza di spaccio” del quartiere di San Giorgio, gestita da Giuseppe Santostefano e riconducibile alle attività criminali delle cosche mafiose Santapaola – Ercolano e della squadra di “San Cocimo”, che faceva riferimento a Maurizio Zuccaro, esponente di spicco della cosca e attualmente in carcere.

Il modus operandi ricalcava il “modello napoletano”: turni, vedette e pusher tutti perfettamente coordinati tra loro per “smistare” la roba in sicurezza.

Nel mirino delle indagini degli inquirenti è finita, dunque, un’ampia piazza di spaccio del quartiere di San Giorgio concentrata prevalentemente in via della Rondine dove avveniva la maggior parte degli “scambi” di marijuana e cocaina.

Caratteristica peculiare delle indagini, da cui il nome dell’operazione denominata “Kiss”, il costume di salutarsi con un bacio in bocca.

Uno dei destinatari della misura restrittiva è attualmente ricercato mentre gli altri sono stati rinchiusi in carcere a disposizione dell’Autorità giudiziaria competente.

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Redazione NewSicilia



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