Vertenza

“Se crolla Almaviva crolla Palermo”: parla una dipendente in attesa del suo destino

Eliana Puma - Dipendente Almaviva Palermo
Eliana Puma - Dipendente Almaviva Palermo
22 apr 2016 - 14:13

PALERMO -Se crolla Almaviva crolla Palermo. Se ci mandano a casa si sfascia un sistema e di conseguenza una città intera“, non lascia spazio ad interpretazioni la frase pronunciata da Eliana Puma, dipendente dell’azienda al centro di un vortice, per il possibile licenziamento di 1.700 lavoratori nel capoluogo siciliano.

C’è molta preoccupazione fra i lavoratori Almaviva. Non vediamo prospettive chiare in quanto, fino ad oggi, sono arrivate solo proposte a breve termine che ci tutelerebbero per sei mesi, non garantendo un futuro certo“. 

La Puma sottolinea come gli impiegati dell’azienda siano stati sottoposti a sacrifici economici enormi, percependo stipendi con tagli fino al 45% con cifre vicine ai 600 euro al mese, somme al limite della povertà.

All’interno di Almaviva sono presenti numerosi lavoratori in una fascia di età compresa fra i 30 e 45 anni che hanno solo pochi anni fa messo in piedi famiglia, magari impegnandosi economicamente con la sottoscrizione di un mutuo o di un prestito. Loro sono quelli che hanno più paura. Come si dovrebbero ricollocare in caso di licenziamento? Palermo non sarebbe in grado di assorbire una mole tale di disoccupati“. 

Dalle parole della dipendente emerge anche un po’ di diffidenza sulle buone intenzioni dell’impresa. 

A mio modo di vedere Almaviva vuole trasformare questa crisi in un’opportunità per abbattere i costi. Sta approfittando della situazione per ottenere vantaggi sui contratti che non potrebbe mai avere in condizioni di normalità. Inoltre, attualmente i maggiori flussi vengono coperti tramite interinali e questo rappresenta uno schiaffo morale ai dipendenti“. 

La situazione resta molto complicata e saranno tanti i tavoli di trattative prima di arrivare ad una soluzione che possa mettere d’accordo tutti. La speranza è che i vertici della politica prendano una posizione decisa sul tema, comprendendo l’importanza della crisi.

La troppa rigidità dell’azienda – chiude Eliana Puma – ci fa temere per il nostro futuro. Il governo da un lato fa proclami e dall’altro resta a guardare, così come la Regione Siciliana che in tutto questo tempo non ha mai visto il presidente Crocetta spendere una parola per questa vicenda. Solo con il loro aiuto saremo in grado di portare avanti questa battaglia“.

Santi Liggieri



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