Trasporti

Scuola, i primi giorni sul bus. Lo sfogo di un dipendente

Amt
18 set 2016 - 06:53

CATANIA - La scuola è iniziata: chi ha varcato i cancelli scolastici il 14, chi invece il giorno dopo o quello prima. Per quanti ragazzi però possano avere un mezzo, che sia moto, macchinetta o auto, il quadruplo non lo ha e quasi il triplo è costretto a viaggiare in bus.

Concentriamoci, quindi, su questi primi giorni Amt: si nota vistosamente che le vetture in circolo sono ridotte, ma giovedì 15 abbiamo ascoltato delle madri in attesa del bus ad una fermata e ciò che ci hanno detto non ci ha per niente rassicurati: “Mio figlio oggi entrava alle 9,20: a scuola per colpa di questi autobus è arrivato alle dieci meno un quarto! È una vergogna, non passa nemmeno una vettura: nemmeno noi genitori riusciamo ad arrivare in tempo al lavoro di questo passo!”.

“Ed è soltanto l’inizio – prosegue a ruota un’altra genitrice -: vi immaginate cosa può succedere in inverno? Traffico, pioggia, vento, autobus stracolmi che non si fermano poiché pieni e che ci costringono ad aspettare il doppio, il triplo: senza contare che facciamo biglietti in continuazione, perché l’attesa è più lunga della durata di quel pezzo di carta che timbriamo”.

Un giorno prima, invece, uno studente universitario si è sfogato con una lettera pubblicata da LiveUniCt dove viene criticata la scelta dell’Amt di tagliare altre linee, accusando in primis gli autisti: ecco la risposta di un dipendente dell’azienda metropolitana catanese.

“Ah, i numeri!! Quante cose dicono i numeri!  E gli stronzi che li raccontano a modo loro, quante cose dicono? Caro studente, GENIO della matematica, mi piacerebbe che un giorno tu mi aiutassi a capire cosa c’è di sbagliato nel mio ragionamento alla carlona. Dunque, sappiamo che gli autobus prestano servizio approssimativamente dalle 5 alle 24 quindi in un arco temporale di circa 19 ore, ovviamente non tutte le linee girano per 20 ore, molte girano o DOVREBBERO girare per circa 16 ore, dalle 6 alle 22, per comodità prenderemo la media arrotondata al rialzo tra i due valori, 18 ore. Quindi mediamente ogni autobus gira (o dovrebbe girare) per circa 18 ore. Ora, visto che quei RACCOMANDATI degli autisti, oltre ad essere raccomandati, non sono neppure capaci di guidare per 18 ore di seguito, vi è la necessità di dividere queste ore tra più autisti. Se le dividessimo con 3 autisti, il risultato equivarrebbe ad un autista che guida per circa 6 ore. Se gli autisti fossero 2, ciascuno lavorerebbe circa 9 ore, per te che sei un ESPERTO matematico prenderemo la media tra i due valori. Quindi, forse, per far girare un BUS per l’intera giornata occorrono mediamente circa 2,5 autisti? Ora, non si capisce in che modo, ma sembra che la città di CATANIA sia stata insignita del titolo di CITTÀ METROPOLITANA, e come tale (visto anche l’alto numero di residenti) meriterebbe almeno 150 autobus in circolazione (cercati a tal proposito la promessa di Natale del nostro CARO SINDACO di qualche anno fa). Per cui, nel caso IDILLIACO, da precedenti calcoli, si avrebbe la necessità di circa 375 autisti (2,5×150). Che se sottratti a quel magnifico numero che ti piace tanto 458, farebbe supporre che rimarrebbero comunque 83 (458-375) ‘mangiapane a tradimento’ che si riposano, si ammalano, vanno in ferie o svolgono altre mansioni all’interno dell’azienda (come i 40 capilinea e i 30 verificatori, che vengono conteggiati come autisti, ma che di fatto non guidano). A questo punto, qualcuno potrebbe affermare: ‘Ebbene noi NON siamo nel caso IDILLIACO, quindi che ci facciamo con tutti questi raccomandati che vivono sulle spalle della collettività, sono troppi, riduciamo i costi, CACCIAMOLI!’. Ok, vi dico io, cacciamo gli autisti, e si fottano le loro famiglie!  E quindi cacciamo pure l’idea dei 150 bus? E quindi, cacciamo l’idea di una mobilità sostenibile? Cacciamo l’idea di Città Metropolitana? Evviva! Un’auto, un’assicurazione, un bollo auto a CATANESE e siamo tutti più contenti, basta che ‘quei 400 non passino più il tempo a togliersi la lanugine dall’ombelico, pagati dai contribuenti’. Mah!!! Non è forse giunto il momento di chiedersi veramente come mai l’AMT è in crisi?  Quali sono le VERE cause? Chi ha la responsabilità? Chi è che, veramente e volontariamente passa il tempo a scaccolarsi? O forse, agisce? Ma non per il bene della collettività. Non è forse giunto il momento di chiedersi, come dovrebbe fare il direttore/presidente di un’azienda i cui introiti derivano per l’80% dai fondi pubblici (tasse dei cittadini) a riparare o sostituire autobus vecchi 15 anni. Se questi introiti non sono mai arrivati nella cassa aziendale! Non è forse giunto il momento di distogliere lo sguardo dai lavoratori e dai dirigenti, magari evitando di citarli ad ogni rintocco di campana. E indirizzarlo verso i veri colpevoli? Non è forse giunto il momento di re-indirizzare le domande e le critiche ai politici di Comune e Regione? I veri amministratori delle tasse dei cittadini. Non è forse giunto il momento di appoggiare i lavoratori nelle loro contestazioni? Di dare ascolto alle loro verità, e di dare forza alle loro ragioni? Non è forse vero che gli autisti vogliono semplicemente un futuro meno incerto e mezzi idonei e sicuri per lavorare? Non è forse vero che se loro ottengono quello che vogliono, noi otteniamo una mobilità sostenibile?”.

I ragazzi cosa dicono? Abbiamo parlato con Chiara e Francesco, due pendolari di ‘prima linea’ che utilizzano i bus Amt per arrivare nelle loro rispettive scuole, il Principe Umberto e il Turrisi Colonna. 

“Ovviamente c’è tanta confusione e sono costretta a piazzarmi alla fermata intorno alle 6,30 per arrivare puntuale – ci dice Chiara -. Sono sacrifici che si devono fare considerando questa situazione assurda, se non prendi quello sarai costretto a prendere il prossimo, sempre se si ferma perché passa pienissimo e non meritiamo di stare ammassati come animali. Però, a prescindere dagli orari, gli autobus sembrano esserci. Almeno riusciamo a muoverci, pensa se tutti avessero piantato i piedi per terra senza far circolare gli autobus: sarebbe stato il caos”.

“Gli autisti  - spiega Francesco – provano a rispettare gli orari, ma siamo davvero troppi e non si può pensare di diminuire il circolo delle vetture. Dovrebbero metterne almeno due consecutivi: siamo tanti, tra noi che andiamo a scuola e genitori privi di mezzi che devono andare a lavoro. I professori ormai non ci dicono più nulla se arriviamo in ritardo, sanno che con il bus impieghiamo molto tempo: questo è ciò che delinea al meglio la situazione degli autobus di Catania”.

I commenti dispregiativi, ovviamente, non mancano mai e non c’è stato nemmeno bisogno di chiedere: si udivano da ogni dove. “È uno schifo!”, “Che vergogna!”, “Ammazzu a tutti pari!”, “Ma secondo loro quando ci devo tornare a casa?”.

Tanto caos, ma a quanto pare si cerca di remare nella direzione meno pericolosa cercando di trovare una via di mezzo che accontenti un po’ tutti.

L’inverno sarà tutto da vedere: intanto però domani, lunedì 19, ci sarà lo sciopero di 24 ore.

Vedremo cosa accadrà: chi vivrà, vedrà.

Gabriele Paratore



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