Droga

Scoperta un’enorme serra di marijuana nel Ragusano: arrestato un 57enne

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24 nov 2016 - 12:20

RAGUSA - Un’enorme serra che all’apparenza non destava alcun sospetto è stata scoperta dalla polizia dei commissariati di Vittoria e Niscemi in contrada Dirillo, nel territorio di Acate.

Dopo una intensa attività info-investigativa protrattasi per alcune settimane e caratterizzata da servizi di osservazione, controllo e pedinamento, hanno rivenuto un impianto serricolo di oltre 5000 mq all’interno del quale era coltivata della marijuana di varietà K17 e K18, ma più comunemente conosciuta come  Skunk.

Si tratta di una pianta creata attraverso incroci tra preesistenti varietà di cannabis e che si caratterizza per l’ottima resa in principio attivo e l’odore particolarmente pungente. Oggi, infatti, è tra le varietà maggiormente diffuse nel mercato illecito di questo stupefacente.

La coltivazione è stata condotta tramite metodi di coltivazione all’avanguardia, perfettamente studiati per camuffare le piante di marijuana. Praticamente, le piante erano disposte in filari inserite tra due filari di pomodoro attigue. Inoltre, a complicare le ricerche degli uomini della polizia è stata la zona caratterizzata da un’uniforme distribuzione di campi agricoli.

Durante l’operazione è stato arrestato Giovanni Rubbino di 57 anni con precedenti penali per reati in materia di armi, sorpreso a controllare la coltivazione.

Giovanni Rubbino

Giovanni Rubbino

All’interno delle serre sono state rinvenute più di 7200 piante coltivate da circa due mesi e prossime alla raccolta. Il peso medio di ciascuna pianta è circa 650 grammi, che una volta essiccata avrebbe prodotto 1500 chilogrammi circa da commercializzare. Si sostiene che dallo stupefacente rinvenuto sono ricavabili più di un milione e cinquecentomila canne, che al dettaglio frutterebbero oltre 1.000.000 di euro.

Il procuratore della Repubblica, Francesco Riccio, della procura di Ragusa ha dichiarato l’arresto per l’uomo e il sequestro dell’appezzamento di terreno e delle coltivazioni illecite.

Redazione NewSicilia



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