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Scoperta banda di pedofili online: scambiavano foto e filmati con bambini abusati e violentati

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27 ott 2015 - 10:05

CATANIA - Tre persone sono state arrestate dalla Polizia di Stato e diciassette indagate perché elementi di un’associazione dedita allo scambio, alla divulgazione e alla distribuzione di materiale pedo-pornografico sul web. 

Avevano un cloud dove scambiavano e archiviavano foto e filmati con minori violentati e abusati. Immagini raccapriccianti.

 

Un’indagine durata un anno, promossa dal personale del Compartimento Polizia Postale di Catania, coordinato dal Centro Nazionale di Contrasto della Pedopornografia on-line (CNCPO) di Roma; un’indagine nata dal monitoraggio della Rete per consentire di appurare l’esistenza di una pagina web contenente sia foto di nudo di minori ma soprattutto numerosi messaggi a sfondo sessuale che commentavano le immagini. 

Al monitoraggio virtuale è seguita un’attività di indagine sottocopertura, immediatamente autorizzata dalla Procura Distrettuale, che ha consentito di far luce su questa inquietante vicenda e di individuare una vera e propria “comunità virtuale” tra utenti del web che, protetti dall’anonimato e favoriti dalla dimestichezza dei vari servizi di cloud storage offerti in rete, utilizzavano i servizi al fine di scambiare materiale pedopornografico, creare archivi ingenti e incrementarli progressivamente cercando di non lasciare alcuna traccia su personal computer o smartphone dato che tutto il materiale veniva custodito, appunto, sul cloud storage.

Questi individui speravano che, utilizzando servizi d’archiviazione virtuale, potessero godere di anonimato e riservatezza non potendo essere facilmente rintracciabili dall’Autorità Giudiziaria e dalla Polizia Postale.

Gli agenti si sono trovati davanti una vera e propria associazione estremamente selettiva e con precisi e metodici “rituali” d’affiliazione, seppur virtuali: solo dopo un graduale contatto e dopo aver dimostrato un reale interesse per i filmati e le foto diffuse e una effettiva disponibilità di materiale da offrire per scambi, il singolo associato veniva ammesso alla condivisione dell’archivio esistente sul cloud storage. L’utilizzo di nuove tecnologie ha comportato che gli agenti si confrontassero con nuove tecniche investigative, consentendo di eliminare questa rete di “orchi”.

Ma l’indagine ha aperto uno squarcio su questa fitta rete dimostrando numerosi contatti tra gli indagati e i soggetti di diversa nazionalità con lo stesso interesse (Francia, Regno Unito, Islanda, Polonia, Brasile, Marocco).

I relativi dati sono stati comunicati alle Autorità internazionali. In Italia le città interessate dalle perquisizioni sono state: Milano, Cremona, Ascoli Piceno, Varese, Salerno, Napoli, Nuoro, Rieti e Treviso.

In tre casi si è proceduto all’arresto in flagranza in ragione dell’ingente quantitativo del materiale illecito rinvenuto: a Napoli è stato tratto in arresto un uomo di 40 anni, libero professionista, trovato in possesso di circa 1.500 video di pornografia minorile (l’attività di perquisizione e arresto in flagranza è stata, in questo caso, curata direttamente da personale del Compartimento Polizia Postale della Sicilia Orientale); a Milano è stato tratto in arresto un uomo di 55 anni, dipendente pubblico, che ad una prima ispezione dei dispositivi deteneva circa 110 mila immagini e 1.700 video pedopornografici, a Salerno è stato tratto in arresto un uomo di 51 anni, trovato in possesso di oltre 2 mila video pedopornografici.

Ma cosa fare per proteggere i bambini? La sinergia tra polizia di stato, polizia postale e federazione medici pediatri di Catania ha portato alla stesura di un decalogo di consigli preventivi. Questo è, in sintesi, “Non lasciamoli naufragare”, che si potrà trovare sotto forma di manifesti e brochure in tutti gli ambulatori pediatrici e nei reparti ospedalieri della provincia di Catania. 

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Viviana Mannoia



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