Diatriba

Impianti di risalita, continua lo scontro fra Comune di Nicolosi e “Funivia dell’Etna”

da sinistra D'Alessandro, Di Franco, Russo Vinci, Lo Grasso
2 feb 2016 - 19:45

CATANIA - Ormai da anni  perdurano le polemiche tra “Funivia dell’Etna” e Comune di Nicolosi per le strutture di Etna Sud al momento in uno stato da accertare.
Francesco Russo, amministratore unico di Funivia dell’Etna, ha denunciato la situazione di stallo su investimenti ed espropri sul versante Sud dell’Etna.

Un freno quello posto dal Comune di Nicolosi a Funivia dell’Etna che rallenta, e non di poco, lo sviluppo turistico ed economico sull’Etna” ha dichiarato Russo che ha centrato il suo intervento sul “rifiuto del Comune di Nicolosi in merito alla proposta dell’azienda di stipulare una concessione che garantisse sul lungo periodo la gestione delle strutture”, sugli investimenti realizzati e ancora da realizzare.

Una storia che ha radici nel 1997, anno in cui il Comune di Nicolosi affidava alla società “Funivia dell’Etna” la gestione degli impianti comunali. Ad oggi, secondo i dati le particelle su cui insistono gli impianti appartengono in piccola parte al Comune e per la fetta più consistente ai privati. Funivia dell’Etna nell’ottobre nel 2015 aveva formulato due proposte (dopo aver ricevuto un secco “no” ad una proposta del 2011). La prima prevedeva l’affidamento per 29 anni con a carico della società l’esproprio dei terreni dei terzi e la possibilità di apportare modifiche funzionali per eliminare gli errori costruttivi degli impianti non funzionanti.

E la seconda avrebbe visto l’affidamento per 15 anni con la possibilità per la società di apportare modifiche per eliminare gli errori costruttivi degli impianti a sue spese, ma con le procedure espropriative a carico dell’amministrazione.

Tutte le proposte avanzate dal 2011 ad oggicommenta Russo - sono state rigettate dall’amministrazione Borzì, proponendo quale soluzione congrua quella di un affidamento al massimo di 6 anni. Soluzione, quest’ultima, che la società ritiene di non poter accettare perché non supportata da un piano economico finanziario idoneo a giustificarne la durata, se è vero che gli investimenti onerosi sono privati e senza assicurazione alcuna, visto che nessuna compagnia assicura su un vulcano attivo”.

Santi Liggieri



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