Disordini

“Ferro e fuoco” per Renzi alla Festa dell’Unità: denunciati anche 5 ultras del Catania

corteo_polizia
31 mag 2017 - 10:56

CATANIA - Nel pomeriggio dell’11 settembre 2016, al termine del corteo organizzato dall’area antagonista catanese in occasione della presenza nel capoluogo etneo dell’ex premier Matteo Renzi per la giornata conclusiva della Festa Nazionale de l’Unità, circa 50 facinorosi, dopo essersi coperti il volto con caschi, bandane, sciarpe, cappucci e altri indumenti di colore scuro, hanno tentato di forzare il cordone delle forze dell’ordine che presidiavano l’entrata di Villa Bellini, dove era in corso la kermesse del Partito Democratico.

Nell’occasione è stato utilizzato anche uno striscione di circa sei metri, rinforzato internamente con una struttura di plastica rigida e rete metallica, sorretto con maniglie realizzate con cinghie come quelle usate per le tapparelle avvolgibili: tale striscione è stato utilizzato sia come grande scudo per proteggersi, sia come riparo per sfondare il cordone della polizia, dopo essere stato piegato a forma di cuneo. Le azioni violente, quindi, sarebbero state preordinate e pianificate dall’inizio.

L’equilibrata azione di contenimento del reparto Mobile ha consentito di respingere i facinorosi che hanno colpito gli agenti con aste di legno e tubi rigidi, lanciando anche oggetti contundenti e artifici pirotecnici, tra cui una bomba carta e bottiglie di vetro.

Grazie alla capillare attività investigativa svolta dalla Digos di Catania, supportata anche da numeroso materiale video, è stato possibile denunciare nei giorni scorsi 39 persone, tra cui 11 militanti del sodalizio antagonista “Aleph”, 4 aderenti al collettivo catanese “Liberi Pensieri Studenteschi”, 5 ultras del Catania Calcio, 13 antagonisti dei centri sociali “Anomalia” ed “ExKarcere” di Palermo, 2 militanti del centro sociale “Rialzo” di Cosenza, 2 aderenti al centro sociale “Insurgencia” di Napoli , 1 antagonista del “Collettivo Universitario Autonomo” di Bologna e 1 militante del collettivo “Marzolo Occupata” di Padova. 

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Dalle indagini è emerso come le condotte dei denunciati siano inquadrabili in un disegno criminoso, premeditato e programmato, tra l’altro in ogni dettaglio, con una precisa e capillare ripartizione dei compiti, anche nella fase della “ritirata”.

È stata, inoltre, riscontrata la riconducibilità dell’organizzazione delle azioni violente ai militanti del collettivo anarco-antagonista catanese “Aleph” i quali, nella esecuzione materiale delle condotte illecite, hanno contato sul supporto operativo dei “compagni” palermitani, di antagonisti provenienti da altri contesti territoriali e di un gruppetto di supporter catanesi, uniti con l’obiettivo di sfondare il cordone delle forze dell’ordine ed entrare all’interno di Villa Bellini dove stava terminando il dibattito conclusivo della Festa del Partito Democratico, alla presenza dell’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Nei confronti della quasi totalità degli indagati, sono stati contestati i reati di resistenza a pubblico ufficiale aggravata (perché il fatto era stato commesso insieme a persone minorenni, da più di 5 persone riunite, mediante l’uso di armi ed il lancio di corpi contundenti e di altri oggetti atti ad offendere) e di lesioni aggravate (perché commesse con premeditazione e per eseguire un altro reato e contro un pubblico ufficiale nell’atto dell’adempimento del proprio servizio).

Tenuto conto della gravità dei reati commessi e che la maggior parte dei responsabili ha perseverato nelle condotte antigiuridiche e violente (per le quali i responsabili sono stati ulteriormente deferiti alle relative autorità giudiziarie di competenza), sono stati, inoltre, adottati dalla Divisione Anticrimine della Questura di Catania 11 avvisi orali, emessi nei confronti dei principali leader dei sodalizi antagonisti etnei quali “Aleph” (8) e “Liberi Pensieri Studenteschi” (1) e nei confronti di 2 supporter appartenenti alle frange più oltranziste del contesto ultras del Catania Calcio (vicini ai  sodalizi estremisti); sono stati anche adottati 17 divieti di ritorno a Catania per la durata di un anno nei confronti di militanti antagonisti di altri contesti territoriali, di cui 12 dei centri sociali “ExKarcere” ed “Anomalia” di Palermo, 2 del centro sociale “Rialzo” di Cosenza, uno del collettivo “Marzolo Occupata” di Padova, uno del centro sociale “Insurgencia” di Napoli e uno del “Collettivo Universitario Autonomo” di Bologna.

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Redazione NewSicilia



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