Decisione

Scoglitti: espulso l’indiano che aveva tentato di rapire una bambina in spiaggia

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7 set 2016 - 10:19

SCOGLITTI - È stato espulso oggi il cittadino indiano Ram Lubhaya accusato di aver tentato di rapire una bambina sul lungomare di Scoglitti. Ad annunciarlo il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ha firmato il provvedimento di espulsione, il quarantottesimo del 2016.

L’uomo, a seguito di un decreto di trattenimento emesso dal questore di Ragusa, era stato portato il 24 agosto nel Centro di Identificazione ed Espulsione di Pian del Lago a Caltanissetta. Oggi, con un volo decollato da Roma Fiumicino e diretto a New Delhi il cittadino indiano è stato riaccompagnato nel Paese.

Il 16 agosto Lubhaya ha preso in braccio la bimba di 5 anni e si è allontanato . I genitori della bambina lo hanno inseguito e sono riusciti a riprendere la figlia, mentre l’uomo stava fuggendo. Venne rintracciato e fermato qualche ora dopo dai carabinieri grazie all’identikit fornito da alcuni testimoni. Su disposizione del pm, però, è stato rilasciato 24 ore dopo.

Per la procura di Ragusa si è trattato di un tentativo di sequestro: stando ad alcune testimonianze, l’uomo avrebbe tenuto la bambina in braccio per pochi secondi e si sarebbe allontanato rapidamente subito dopo. Da qui la decisione di non convalidare il fermo per mancanza di requisiti e la successiva ondata di polemiche.

Il pm, dopo qualche giorno, ha riascoltato Lubhaya. L’indiano è stato rintracciato dai carabinieri e sottoposto a un interrogatorio nel quale ha ribadito la sua innocenza. L’uomo, già destinatario di un provvedimento di espulsione, è stato trasferito nel Cie di Caltanissetta.

Alfano ha commentato l’espulsione : “L’Italia conosce i principi dell’accoglienza per chi fugge da guerre e persecuzioni, ma è soprattutto un Paese che fa rispettare le proprie leggi e le proprie regole e chi non le rispetta o si dimostra ostile ai nostri principi, lo espelliamo. Abbiamo ritenuto necessaria, dunque, questa espulsione perché il cittadino indiano ha leso la pacifica convivenza della nostra società. Soggetti che si rendono responsabili di simili comportamenti sono arrestati o espulsi dal nostro territorio“.

Aurora Circià



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