Protesta

Domani chiusi per sciopero tutti gli uffici postali

Cisl
3 nov 2016 - 18:27

PALERMOSaranno migliaia i lavoratori che domani incroceranno le braccia per dire NO al piano di privatizzazione delle Poste. 

Il piano di privatizzazione delle Poste è una mannaia sull’occupazione – affermano a gran voce Mimmo Milazzo, segretario della Slp Cisl regionale e Giuseppe Lanzafame, leader della Cisl Sicilia -. Dimentica che il servizio postale è anche attività sociale e universalistica. Sposa unicamente le logiche del profitto. In Sicilia finirebbe col tradursi nel taglio di centinaia di posti”.

La denuncia arriva proprio alla vigilia dello sciopero generale nazionale dei lavoratori delle Poste, che domani,  determinerà la chiusura degli uffici postali di tutta Italia.

La Cisl, tra i promotori dello sciopero, afferma: “Già la riforma dei servizi, alla quale Poste ha dato il via quest’anno, significa mille occupati in meno, dai portalettere alla logistica. La privatizzazione, se non bloccata dal Governo, finirà con l’essere il colpo di grazia”.

Stando alle parole di Milazzo e Lanzafame, a farne le spese saranno soprattutto le attività meno redditizie, che vanno dagli uffici postali dei piccoli comuni al recapito postale nei piccoli centri.

La privatizzazione delle Poste diventa pertanto quella che la Cisl ha definito un’ipoteca sul diritto di cittadinanza”, un’ingiusta penalizzazione che lede i diritti dei cittadini indebolendo la rete di servizi che spetterebbero per legge a ogni cittadino.

Ma i motivi della protesta non si fermano qui e, come si legge in un documento della Cisl, domani i sindacati protesteranno anche per “una serie di altre ragioni di perplessità: dalla disorganizzazione per la quale assai spesso gli utenti ricevono la posta in ritardo, al clima di intimidazione che vige in azienda, con troppi procedimenti disciplinari”.

E ancora, “per i ritardi ingiustificati nella trasformazione da part time a full time di 1000 ragazzi, per le pesanti pressioni commerciali. E per l’inesistenza di un piano di sviluppo che sia davvero tale”.

In Sicilia, pertanto Cgil, Cisl, Confsal, Failp e Ugl, promotori dello sciopero, hanno dato appuntamento al popolo scioperante a Palermo, in piazza Alcide De Gasperi, davanti allo stadio, da dove il corteo si muoverà, dalle 10,30 alle 13, verso viale Alcide de Gasperi, dove si trova la sede regionale dell’Azienda.

Secondo le stime dei sindacati, nel capoluogo dell’isola, confluiranno trenta pullman da tutte le province oltre a tantissimi lavoratori che arriveranno con mezzo proprio.

La Cisl fa inoltre sapere che, in base alle leggi sui servizi di pubblica utilità, in Sicilia rimarranno aperti solo 44 sportelli su 900: “per garantire attività essenziali come l’accettazione, le raccomandate, i telegrammi”. 

Daniela Torrisi



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