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Schiuma e macchie oleose nel mare di Ognina: titoli di coda di una triste estate

ognina
10 set 2016 - 10:35

CATANIA - Si chiude con l’amaro in bocca un’estate che per molte vicissitudini è da dimenticare.

Ieri mattina, infatti, il mare di Ognina ha lasciato tutti a bocca aperta, sia gli ultimi bagnanti del solarium e sia i frequentatori del lungomare.

Il risultato della mancata tutela e valorizzazione di uno dei patrimoni più importanti di Catania, e della Sicilia, è uno dei peggiori: una lunghissima scia di schiuma galleggiante sulle acque azzurre di Ognina e macchie oleose che hanno decisamente scoraggiato, e non poco, gli ultimi bagnanti del solarium, senza pace e con la loro area pubblica negata fino alla seconda metà di luglio.

L’episodio certifica più di qualsiasi altro dato tecnico le carenze di infrastrutture cronicamente inadeguate, a cominciare dalla rete fognaria in parte del tutto mancante, cosa davvero difficile da accettare nel 2016.

Una scia che non si presenta per la prima volta, ma ieri ha ‘superato le aspettative’: mai, infatti, era stata registrata un’estensione e una lunghezza tale da creare non pochi allarmismi. La schiuma galleggiava a ridosso della costa rocciosa e questo, lo ripetiamo, non fa altro che certificare che in una città come Catania il venti per cento delle utenze è allacciato regolarmente alla rete fognaria, mentre tutto il resto scarica a perdere soprattutto in mare.

Un esempio più eclatante è il quartiere di San Giorgio, completamente privo della condotta che dovrebbe essere realizzata nell’ambito del completamento della rete fognaria della città e dell’adeguamento del depuratore di Pantano d’Arci, opera compresa nei progetti del “Patto per Catania”. Ma non solo: anche un’altra opera strettamente collegata alla tutela del nostro territorio e dell’ambiente è ferma da oltre otto mesi per il mancato pagamento dei crediti, che aveva quasi ultimato la bonifica del vecchio allacciante della città, però ha dovuto interrompere i lavori nella fase cruciale e conclusiva, sotto la storica via Crociferi, dove c’è ancora un tratto della vetusta condotta da ricostruire interamente per garantire il deflusso delle acque reflue fino al depuratore della zona Industriale.

Questioni che incidono sulla salute, la nostra e quella del nostro mare: d’altronde anche ad Aci Castello si presenta la stessa problematica. Che dire, non resta che aspettare.

Intanto però, anche farsi un tuffo a mare pare esser diventato un ‘rischio’. E menomale, ci viene da dire, che quest’estate è giunta al termine.

Foto presa da “La Sicilia”

Gabriele Paratore



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