Manette

Scandalo Aci Catena: arrestato il sindaco Maesano per corruzione

maesano
10 ott 2016 - 07:55

ACI CATENA - Nella mattinata di oggi, in esecuzione di provvedimenti emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, personale della DIA ha proceduto al fermo di tre soggetti ritenuti responsabili di “corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio”.

I tre fermati sono:

  • Ascenzio Maria Catena Maesano, sindaco del Comune di Aci Catena dal 2012 ed in precedenza per due mandati nel periodo compreso tra il 1999 e il 2008;
  • Orazio Barbagallo, 67 anni, consigliere Comunale di Aci Catena, presidente della prima commissione consiliare Bilancio e Finanze. Già funzionario del comune di Aci Catena, dirigente Area Economica Finanziaria fino all’anno 2010;
  • Giovanni Cerami, 69 anni, imprenditore, dal 2004 direttore generale della Halley Consulting S.p.A., dal 2001 al 2003 amministratore unico della S.r.l. Halley (oggi Etno Data Informatica e Servizi S.r.l.).

Gli episodi di corruzione hanno riguardato il rinnovo del contratto di fornitura, in favore del Comune di Aci Catena, del servizio di assistenza e manutenzione dei sistemi software ed hardware e l’aggiudicazione del progetto esecutivo denominato “Home Care” finanziato dall’Unione Europea per 252 mila euro alla società Halley Consulting S.p.A..

L’imprenditore Giovanni Cerami avrebbe dato al consigliere Orazio Barbagallo la somma di 15.000 euro a titolo di tangente, che quest’ultimo ha poi provveduto a ripartire in parti uguali, poco dopo averla ricevuta, con il sindaco Maesano.

La somma costituiva l’ennesimo pagamento effettuato dall’imprenditore in favore dei pubblici funzionari, che poi dividevano la “bustarella”.

Da tempo gli uomini della D.I.A. avevano rivolto l’attenzione investigativa nei confronti del primo cittadino e dei suoi collaboratori più stretti che lo coadiuvavano nella gestione amministrativa dell’ente, analizzando una serie di contratti stipulati dallo stesso.

Una serie di intercettazioni, inoltre, hanno consentito di fare luce sulla vicenda.

Redazione NewSicilia



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