Aggressione

Sberle, graffi e insulti al dirigente del “L. Tempesta”: protagonista la mamma di un alunno

1 dic 2016 - 16:16

CATANIA - Si sarebbe rifiutato di far uscire da solo da scuola il figlio di una donna perchè minorenne: questa la ragione che ha spinto la madre di un bambino che frequenta la terza elementare nell’Istituto comprensivo “Livio Tempesta” di Catania, nel quartiere Angeli Custodi, a “picchiare” il preside. 

Il dirigente, Tarcisio Maugeri di 41 anni è finito al pronto soccorso dell’ospedale “Vittorio Emanuele” di Catania per i graffi riportati al viso. 

L’aggressione è avvenuta lo scorso martedì in segreteria, almeno questo è quanto riportato da “La Repubblica”. 

“La responsabilità è mia - avrebbe detto la donna – e voi fatevi i c… vostri. Lavoro tutta la settimana fino alle 15. Non posso venire a prendere mio figlio e non me ne vado fino a quando non fate come dico io”.

Il preside le avrebbe risposto che non poteva far uscire il bambino da solo alla fine delle lezioni: “Ha 8 anni. Neppure se lei firma un foglio di presa di rischio. Commetteremmo un reato, abbandono di minore”.

La donna ha continuato ad insistere cercando addirittura un’altra soluzione: “Lo viene a prendere la sorella di 17 anni”. Nemmeno a questo tentativo il dirigente ha risposto in maniera positiva.

“Ha iniziato a coprirmi di improperi. Da quella bocca è uscito di tutto - racconta il preside a “La Repubblica” - e quando le ho chiesto di uscire dall’ufficio mi è saltata addosso. Mi ha tirato due sberle, mi ha graffiato con tutta la rabbia che aveva dentro”.

“In questa scuola - conclude il preside - non è semplice riuscire a far passare il rispetto delle regole, anche quelle minime. Non c’è un sistema che educhi. È così. Genitori e figli entrano all’ora che vogliono, rispondono a brutto muso. Il linguaggio è quello dell’insulto perché non ne conoscono un altro”.

Rossana Nicolosi



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