Inchiesta

Sbarco con 49 morti del 17 agosto: i migranti riconoscono 8 scafisti

Sbarco di migranti
26 ago 2015 - 10:05

CATANIA - L’incidente probatorio davanti al gip di Catania ha permesso di riconoscere i trafficanti di uomini del viaggio che ha contato 49 morti, rinchiusi e intrappolati nella stiva dell’imbarcazione e soccorsi lo scorso 15 agosto dalla nostra Marina.

Dinanzi al gip i testimoni hanno ricordato quanto accaduto durante quel viaggio durato solo una notte, sufficiente per far perdere la vita ai loro compagni, riconoscendo nelle persone fermate dalla polizia e dalla guardia di finanza, il comandante dell’imbarcazione e gli altri membri dell’equipaggio.

In particolare si tratta del libico Ayooubil Harboob, comandante del barcone e Tarek Jooma Laami, 19 anni, Mohamed Assayd, di 18 anni, Alì Farah Ahmad, di 18 anni, Mohannad Jarkess, (dichiaratosi inizialmente minorenne ma identificato, a seguito di ulteriori accertamenti, quale maggiorenne), Mustapha Saaid, di 23 anni, Isham Beddat, di 30 anni, AbdArham Abd Monsiff, di 18 anni.

Sono tutti sedicenti libici e avevano il preciso compito di mantenere l’ordine a bordo ed impedire ai migranti di salire dalla stiva sul ponte esterno, facendo ricorso ad atti di violenza caratterizzati da calci, pugni e colpi di cinghia contro chiunque tentasse di sporgere il capo oltre i pochi e stretti boccaporti di accesso dalla parte inferiore alla parte superiore dell’imbarcazione.

Intanto, per 37 delle 49 salme è stato emesso il “nulla osta” al seppellimento, mentre per le altre 12 salme sono in corso gli esami autoptici per ulteriori e più approfonditi accertamenti. Le cause del decesso verosimilmente sono riconducibili all’assenza di aria all’interno dell’angusta stiva le cui dimensioni diminuivano procedendo sia verso poppa che verso prora.

Nella stiva coercitivamente erano stati sistemati solo uomini in base alla loro nazionalità: Bangladesh, Pakistan e per ultimi, a poppa,i sub-sahariani. Sul ponte erano stati sistemati siriani, libici e migranti del Maghreb, compresi donne e bambini.

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Andrea Sessa



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