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Ultimo sbarco, 20 vittime. Una donna nigeriana fra le lacrime: “Ho perso due figli e un fratello”

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7 set 2015 - 09:56

SICILIA – Per ore li hanno cercati. Sono venti le vittime dell’ultima traversa in mare. La tragedia a 30 miglia dalle coste libiche. 

Secondo il racconto degli altri 107 compagni di viaggio il gommone sul quale erano saliti per raggiungere le coste siciliane ha iniziato a sgonfiarsi e alcuni di loro, venti per l’appunto, sono finiti in acqua, nel Canale di Sicilia.

Una situazione diventata ingestibile… il Mediterraneo tomba per molti africani, il cimitero della disperazione.

Due le motovedette della guardia Costiera di Lampedusa che hanno salvato gli altri profughi in una delle tante operazioni di soccorso, facendo poi rotta verso il molo Favaloro della più grande delle Pelagie.

In mare aperto, invece, è rimasta la nave Dattilo che ha proseguito le ricerche per trovare i dispersi.

Fra i superstiti c’è anche una donna nigeriana che ha perso due figli e un fratello. Una tragedia immensa… non si da pace, piange… d’altra parte come rassegnarsi a tale dolore? Chi ci riuscirebbe? La testimonianza è stata raccolta dagli operatori del progetto “Mediterranean Hope” della Federazione delle chiese evangeliche in Italia.

Ma ad essere stati risucchiati dalle onde ci sono anche due cari amici di un altro giovane originario del Gambia. 

Uno sbarco, l’ennesimo, che arriva proprio dopo la dichiarazione del Papa che ha invitato ogni piccola parrocchia ad accogliere una famiglia di migranti e ha annunciato che le prime a mobilitarsi saranno proprio quelle vaticane.

Per tutta risposta, sull’argomento è intervenuto anche l’arcivescovo di Palermo, il cardinale Paolo Romeo sottolineando che ormai da tempo le parrocchie siciliane sono operative e aiutano i migranti con cibo, indumenti e cure di ogni tipo e richiamando le parole di don Pino Puglisi ha affermato “Se ognuno fa qualcosa allora di può fare molto”. 

E forse fino ad ora a far qualcosa è stata solo la Sicilia…per troppo tempo.

E intanto la Squadra Mobile di Catania e la guardia di Finanza hanno arrestato cinque uomini egiziani ritenuti i responsabili dello sbarco di due giorni fa che ha fatto approdare al porto di Catania 344 clandestini. 

Ibrahim Ali Mahmoud, Shafai Nim, Mohammed Naim, Ahmed Mohammad Al Said, Mohammed El Said, sono questi i nomi degli scafisti finiti in manette e rinchiusi nel carcere di piazza Lanza, a disposizione della procura della Repubblica etnea.

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Giorgia Mosca



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