HIV

“Sapeva di essere sieropositivo ma contagiava le donne”, resta in carcere un ragazzo nisseno

test hiv
3 dic 2015 - 11:04

CALTANISSETTA – Resta in carcere Valtentino T., il trentenne sieropositivo originario di Caltanissetta che, dal 2006 al 2014, ha deliberatamente contagiato sei giovani donne con il virus HIV.

Era stato arrestato a Roma il 24 novembre scorso con l’accusa di lesioni personali gravissime con l’aggravante dei futili motivi: chiedeva alle ragazze di non usare il preservativo per un suo maggiore piacere sessuale, attualmente è detenuto nel carcere di Regina Coeli, dove ha cominciato un percorso terapeutico.Rapporti occasionali ma anche relazioni stabili in questi anni con ragazze giovani e giovanissime alle quali nascondeva d’essere sieropositivo.

Una delle ragazze all’epoca del contagio aveva appena 14 anni: era il compagno di classe della sorella maggiore della giovane, carino e disponibile, l’accompagnava a casa dopo la scuola. In un primo momento aveva negato d’aver avuto rapporti con Valentino ma poi ha ammesso: “Ho avuto rapporti non protetti“. Dopo le analisi e il terribile esito: Test positivo all’HIV.

Gli anni passano e il ragazzo continua la sua vita come se nulla fosse successo, come se quel test non fosse mai risultato positivo. Aveva 22 anni quando, forse a causa di un rapporto non protetto contrasse il virus. Da allora una “foga bulimica” all’esasperata ricerca del contatto e di relazioni.

Una delle partner di Valentino ha scoperto d’essere sieropositiva sei anni dopo la fine della relazione; un’altra ragazza ha scoperto di esserlo in seguito ad un ricovero d’urgenza per una polmonite resistente agli antibiotici; un’altra giovane era incinta quando, su invito degli investigatori, ha eseguito il test, risultato positivo.

Chiedeva con insistenza “una passione più naturale“, niente preservativo, in una “pervicace e compulsiva ricerca di relazioni fisiche“. Cercava le ragazze in chat, lui carino, simpatico e alterna relazioni stabili con frequenti tradimenti.

Le indagini, durate otto mesi, sono partite dopo che una delle vittime, venuta a sapere della condizione di sieropositività dell’ex partner, si è rivolta alle forze dell’ordine.

Proprio grazie alle ragazze è stato possibile delineare il profilo di Valentino e rintracciare altre possibili vittime. Si cerca di ricostruire la rete di contatti sul web così da informare ed evitare il diffondersi del contagio. Per i magistrati si configura una “condotta criminale” e la richiesta di scarcerazione è stata respinta dal gip Alessandro Arturi.

Oltre il fatto di cronaca occorre tuttavia fare delle precisazioni: si può continuare a vivere normalmente, anzi di deve vivere normalmente; si può continuare ad amare, a vivere la propria sessualità con serenità ma non con leggerezza, bisogna proteggersi e proteggere, bisogna non smettere mai di fare informazione e prevenzione.

Come ci ha raccontato Luciano Nigro, LILA di Catania, in un’intervista di qualche mese fa: ” Quasi il 75% delle infezioni sono dovute a chi non sa di essere HIV positivo, il restante 25% di chi sa e non si tratta. Paradossalmente oggi, una corretta informazione, un adeguato accesso al test, dare le terapie a chi ha contratto l’infezione risolverebbe il problema, ma ancora in Italia si discute se sia giusto dare il preservativo o meno. Ma il test viene offerto? Viene fatto un ragionamento se si sia o meno in condizione di rischio?”.

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Viviana Mannoia



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