Il Caso

“Sant’Agata TI ODIO”, spunta la foto di un Carabiniere ucciso. Continua la blasfemia…

sant'agata
7 feb 2017 - 16:30

CATANIA - Da un paio di ore, sul social network Facebook. è stata creata una pagina che sta generando non poche polemiche: “Sant’Agata TI ODIO”

L’ira dei cittadini catanesi devoti della Santa patrona di Catania si è subito scatenata. Tra insulti, richieste di blocco agli amministratori del social, una vera e propria bufera ha preso piede.

L’autore del gesto ha scritto un post spiegando i motivi per i quali ha creato la pagina: “Ho creato questa pagina non perché odi realmente Sant’Agata (non me ne sbatte sinceramente, anche se riconosco l’importanza artistica e culturale della festa) ma per dimostrare quanto siano vomitevoli e incoerenti i devoti“.

E ancora: Innanzitutto, ho tutto il diritto di creare una pagina con questo nome, non è né reato né violazione delle normative di Facebook. Ho ricevuto centinaia di minacce di morte rivolte alla mia famiglia e a me, mi sono state augurate malattie inguaribili e via dicendo. Tutto questo perché ho creato una pagina con questo titolo. Sant’Agata mi fa cagare? Cazzi miei. Ami Sant’Agata? Cazzi tuoi. Se il vostro Dio dovesse esistere, dovrebbe mandarvi all’inferno per tutte quelle porcherie che avete vomitato. Voi falsi devoti con il sacco e poi mafiosi (per fortuna non tutti i devoti sono così) nella vita siete la cancrena purulenta di Catania, la feccia della feccia. La religiosità dovrebbe essere un valore nobile e personale, non idolatria spietata. Scommetto che la maggior parte di voi non conosce nemmeno la storia e il mito legato a Sant’Agata, vi mettete il sacco e la difendete a spada tratta solo “Picchì è u simbulu i Catania”. Sant’Agata si starà rivoltando nella tomba. Fatevi una cultura, studiate, frequentate altri ambienti, ascoltate buona musica, aprite il vostro cervello perché tra gli integralisti islamici che tanto criticate e voi che minacciate di morte per una pagina Facebook non c’è alcuna differenza. Spero che il vostro Dio vi perdoni”.

Ma non è finita qui… il “genio” ideatore ha postato una foto di un Carabiniere ucciso a Carrara, Antonio Taibi, a seguito di una “vendetta” da parte di un postino perchè il militare aveva fatto arrestare i suoi figli. 

La pagina ha inserito la foto del militare scrivendo: “Buonasera a tutti, sono il brigadiere Eugenio Consoli. Dopo le numerosissime segnalazioni ricevute, noi del dipartimento di criminologia telematica abbiamo rintracciato il reo tramite IP e acquisito la pagina incriminata. I reati commessi sono gravissimi: blasfemia, istigazione al deturpamento di Sant’Agata e vilipendio di cadavere. Il responsabile è stato già arrestato. Cord. Saluti, ringrazio tutti voi cittadini per aver segnalato la pagina”.

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L’ennesima presa in giro da parte di chi non si ferma davanti a nulla. La blasfemia continua con frasi e commenti a dir poco sconcertanti. 

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Intanto c’è chi accusa la nostra redazione di “pubblicità” inconsapevole del fatto che segnalare una situazione di degrado e vergogna è pura informazione. 

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Redazione NewSicilia



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