Celebrazione

Da Sant’Agata l’ultimo saluto ai suoi concittadini

Vara_di_sant'Agata
6 feb 2015 - 18:22

CATANIA – Come ogni anno arriva il momento più triste dei festeggiamenti agatini: Sant’Agata ritorna nel sacello, la cappella dalle quale uscirà solo tra otto giorni per la cosiddetta ottava. 

Dopo una lunga e ventosa nottata tra preghiere e intensi momenti di devozione il fercolo di Sant’Agata, a passo lento e cadenzato, trainato dai suoi instancabili devoti e attesa dalla trepidante folla è arrivata in piazza Duomo intorno alle 10 del mattino.

Con le poche forze e la poca voce rimasta, i devoti hanno continuato ad invocare la Santa protettrice innalzando inni corali e urla di devozione mentre la folla continuava a sventolare i tradizionali fazzoletti bianchi in segno di saluto.

Come ogni anno la pioggia è caduta leggera sul fiume di pellegrini e fedeli ancora presenti per l’ultimo magico evento della festa catanese più attesa dell’anno. Una ragazza tra le lacrime ci racconta: “A noi devoti piace pensare che la pioggia sia il pianto di Sant’Agata. Lei è triste come tutti noi perché dopo questi giorni trascorsi insieme deve rientrare nella cappella”.

In piazza Duomo il busto di Sant’Agata e il Santo reliquiario sono stati sganciati delicatamente dal fercolo per essere condotti, sulle spalle degli stremati devoti, all’ingresso della Cattedrale dove il sorridente volto della Patrona ha donato il suo ultimo e dolce saluto.

È stato un momento di forte commozione  e tante sono state le lacrime versate da tutti coloro che nella Santa Protettrice credono profondamente e a Lei rivolgono con costanza, soprattutto in questi giorni, sentite preghiere di devozione e di ringraziamento per le grazie ricevute o sperate.

Dopo la benedizione e il ringraziamento per tramite di mons. Barbaro Scionti Sant’Agata è tornata nel sacello e da dietro quelle odiate – amate sbarre i fedeli continueranno ad adorarla e venerarla in attesa di poterla nuovamente rivedere.

Sant’Agata: festa sacra o profana? “Probabilmente entrambe le cose – afferma un passante- ma momenti di fede e devozione così alti come quello a cui stiamo assistendo testimoniano che i festeggiamenti agatini non sono solo torrone, spettacolo e folclore, ma sono molto ma molto di più. é una sorta di miracolo che si compie ogni anno e che è visibile in quella folla di devoti stanchi, infreddoliti ma sempre carichi di una strana energia che non può che venire dall’anima“.

I festeggiamenti agatini si sono pertanto conclusi. Da oggi stesso i catanesi dovranno affrontare i soliti problemi di viabilità causati dalla cera caduta per le strade della città.

 

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Daniela Torrisi



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