Sospetto

Sant’Agata, il caso ortofrutticoli. Arriva la risposta: “Infangano tutti. Non siamo mafiosi” VIDEO

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8 feb 2015 - 20:44

CATANIA - Un collegamento con la malavita. Così è stata interpretata la sosta del cereo degli ortofrutticoli davanti ad un’immagine di Sant’Agata all’angolo tra via Torre del Vescovo e via Antico Corso, a pochi passi da via Plebiscito. E in quelle vicinanze, in una rientranza, ci sarebbe l’abitazione di Massimiliano Salvo, ex sorvegliato speciale, adesso agli arresti domiciliari. 

Un luogo insolito dove fermarsi, forse. Ma le ragioni possono essere tante, ognuno può trarre le proprie conclusioni. E, mentre le voci e le ipotesi girano, il dirigente del cereo, Mario Maniscalco, con molta amarezza, ha voluto spiegare come si sono svolti i fatti quella sera.

Ragioni valide, anche perché, come dichiara lo stesso Maniscalco, “le nuove disposizione di quest’anno per la festa, ci hanno portato a fare dei controlli sull’uso di fuochi d’artificio nelle feste in nostro onore. E noi, per la mancanza di licenze, abbiamo rinunciato a molte di queste. Proprio perché ci siamo sempre mossi nel massimo della correttezza”. L’intero gruppo del cereo chiede scusa per non aver comunicato in tempo al questore il problema e la conseguente fermata ed intende porre rimedio.

Infine, memori delle esperienze passate, questa volta il gruppo del cereo potrebbe ricorrere alle vie legali. Maniscalco, infatti, precisa alcuni dettagli sulle presunte scommesse e sottolinea l’ottimo rapporto tra i portatori dei vari cerei.

 

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Andrea Lo Giudice



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