Commemorazione

San Gregorio, messa in ricordo dei tre carabinieri uccisi nel 1979

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11 nov 2015 - 19:15

SAN GREGORIO - Si è tenuta ieri la commemorazione dei tre carabinieri uccisi barbaramente durante un agguato vicino al casello autostradale di San Gregorio, il 10 novembre del 1979.

Ieri è stata deposta una corona d’alloro nel luogo dell’omicidio e dopo il vicebrigadiere Giovanni Bellissima, di ventiquattro anni, e gli appuntati Salvatore Bologna, di quarantun’anni, e Domenico Marrara, di cinquant’anni, sono stati ricordati durante la messa celebrata da monsignor Salvatore Genchi e dal parroco don Ezio Coco nella chiesa madre di San Gregorio.

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Alla cerimonia erano presenti il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Francesco Gargaro, il comandante della Compagnia di Gravina, tenente Martino Della Corte, il comandante della locale stazione dei carabinieri, luogotenente Antonio Maugeri, i figli dell’appuntato Domenico Marrara, Agata e Rosario.

Il comandante provinciale dei carabinieri, Francesco Gargaro, durante la cerimonia ha dichiarato: “Queste cerimonie vanno fatte per diversi motivi, il fatto ha colpito non solo i tre servitori dello Stato che hanno perso la loro vita ma anche l’intera comunità; un agguato frutto della cattiveria e della malvagità umane. La memoria sia viva e durevole e forte come la stessa pietra lavica di cui è composto il monumento che ricorda la strage di trentasei anni fa. Ciò che trionfa, infine sono il bene, l’onestà e la dignità di ogni uomo libero e onesto”.

Fra i presenti c’erano anche i rappresentanti delle associazioni di carabinieri in congedo, liberi cittadini, rappresentanti del consiglio comunale e diversi studenti degli istituti comprensivi Savio” e “Purrello” insieme al sindaco di San Gregorio, Carmelo Corsaro che ha detto:Abbiamo il dovere di trasmettere questi valori e questi messaggi ai giovani e siamo liberi di farlo. Ciò perché la legalità, la democrazia, è garantita dalle forze dell’ordine che operano costantemente affinché i cittadini vivano la loro vita con sicurezza e libertà”.  

 

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Francesca Guglielmino



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