Commercio

Saldi estivi, per il Codacons sarà ancora crisi. I 10 consigli per evitare fregature

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29 giu 2016 - 16:35

PALERMO - Tra poco partiranno i saldi estivi 2016, tanto attesi in tutta Italia, soprattutto in Sicilia: non secondo il Codacons.

Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons, ha infatti stilato una lista con dieci punti per mettere in guardia i consumatori, anche se “non ci sarà nessuna corsa all’acquisto, il commercio in Sicilia continuerà a soffrire anche durante i saldi”. 

Ciò, tuttavia, non varrà per tutti i negozi: ad outlet e centri commerciali andrà infatti la fetta più grande della torta, con maggiore afflusso di consumatori e concentrazione delle vendite, assieme alle boutique d’alta moda che potranno contare sugli acquisti dei turisti stranieri. A tutto svantaggio dei piccoli negozi e delle periferie, che vedranno una riduzione del giro d’affari.

Ecco quindi i consigli utili per evitare fregature e fare acquisti in sicurezza:

1. Conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile per mancanza del prodotto acquistato, si avrà diritto alla restituzione dei soldi e non ad un buono. Per denunciare il difetto c’è tempo fino a 2 mesi, non 7-8 giorni.

2. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Importante quindi stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.

3. Girare più negozi. Nei giorni che precedono i saldi andate nelle boutique a cercare ciò che interessa, segnando il prezzo. Si potrà così verificare l’effettività dello sconto praticato evitando inutili code. Non ci si ferma mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi: a volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi.

4. Idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio in modo da essere meno influenzabili dal negoziante correndo meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno e che non verranno mai usate. Guardare l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento è sempre importante (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti.

5. Diffidare degli sconti superiori al 50% che spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto). Un commerciante, salvo nell’alta moda, non può avere infatti ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.

6. Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia con l’acquisto di merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.

7. Negozi e vetrine: non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Bisogna controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non consentono di vedere la merce.

8. La prova dei capi: non c’è l’obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.

9. Pagamenti: nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

10. La cosa più importante, le fregature. Se si pensa di aver preso una fregatura è bene che il malcapitato si rivolga al Codacons, oppure che chiami i vigili urbani.

Gabriele Paratore



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