Sprechi

La roulette russa dei semafori. La centrale per il controllo degli incroci di Catania inutilizzata. “Gli impiegati sono maltrattati e incazzati”.

Bianco al semaforo
11 mag 2016 - 06:15

 CATANIA – Avrete di certo fatto caso a quel che accade improvvisamente in alcuni importanti incroci di Catania. Magari vi siete chiesti come sia possibile quanto sta avvenendo e pregate che chi è al volante come voi non sia distratto. È la scandalosa roulette russa provocata dallo schizofrenico funzionamento dei semafori. Perché a Catania ormai ci si abitua a tutto, anche agli incroci che diventano un pericolosissimo guado sia durante le ore del giorno, alimentando quel caos che già appesantisce il traffico cittadino, sia durante la notte, quando la faccenda si fa ancora più inquietante, visto che i livelli di disattenzione si elevano sensibilmente.

Quel che molti non sanno è che quanto avviene potrebbe essere evitato. Ma non si agisce. Perché non si vuole agire. Perché non si è capaci di agire. Perché a Catania le cose ormai vanno così, checché ne dicano le vestali dell’amministrazione comunale.

Andiamo con ordine. Il 19 aprile del 2013, con la delibera numero 22, il Consiglio Comunale ha approvato il PGTU, il Piano Generale del Traffico Urbano. All’interno, tutte le opere da realizzare per rendere Catania finalmente una città vivibile urbanisticamente, rispettando le disposizioni europee sulle emissioni di gas veicolari, rispettando il diritto dei cittadini che pagano le tasse a potere vivere dignitosamente nel loro territorio. Bene, uno dei fiori all’occhiello del piano è la realizzazione della centrale per il controllo dei cosiddetti semafori intelligenti.

Ecco quanto è scritto nel documento approvato dai consiglieri in carica durante l’amministrazione gestita dal sindaco Raffaele Stancanelli: “È stato attivato ed è in funzione un sistema di controllo e gestione semaforica attivato su ventinove incroci. La centrale di controllo è situata all’interno della Direzione Mobilità. Il sistema è in grado di essere regolato da remoto al fine di ottimizzare i tempi di regolazione degli apparecchi semaforici in funzione di orari e di flussi. L’architettura del sistema si sviluppa su due livelli, quello Centrale e quello Periferico, connessi attraverso il sistema di comunicazione su rete geografica e locale. I sottosistemi comunicano tra di loro tramite il livello centrale. Il sistema semaforico, unitamente a quello di video sorveglianza implementato in vari parchi e GG.PP. della Città, costituisce una base significativa con cui potere realizzare nuovi servizi di monitoraggio e controllo della viabilità, della sicurezza e della pianificazione dei sistemi di circolazione. A ciò bisogna, infine, aggiungere la Centrale operativa dei Vigili Urbani, in piena trasformazione, e tutti i dispositivi di monitoraggio e controllo degli inquinamenti, atmosferico, acustico ed elettromagnetico nonché il sistema di controllo della ZTL Duomo, già attivo”.

Il gioiello descritto minuziosamente esiste. Si trova all’interno della Direzione Mobilità, cioé dell’Utu, l’Ufficio traffico urbano. È costato più di un milione di euro. E non è utilizzato. Ecco il perché della roulette russa, dell’incrocio che si trasforma in una bolgia o in una insidia da affrontare affidandosi a tutte le divinità in cui si crede. Ripetiamo: esiste, è costato più di un milione di euro e non viene utilizzato.

Quindi, capita che i semafori sbrocchino e nessuno se ne accorga. Fermi, ancora non è finita. Perché abbiano cercato di saperne di più, di comprendere perché è possibile quanto vi abbiamo rivelato, perché ve lo state chiedendo così come ce lo siamo chiesti noi. Tenetevi forte, quanto ci è stato rivelato dalla fonte attendibilissima che siamo riusciti a trovare, che abbiamo incontrato, verificato, ma che ci ha imposto l’anonimato, è la cartina di tornasole dell’amministrazione catanese: “C’è questo gioiello della centrale semaforica, ma non si sa come funziona. E non si provvede a farlo funzionare, ad istruire qualcuno a farlo funzionare”. La fonte si riferisce agli impiegati dell’Utu, sono loro che dovrebbero metterci mano. E incredibilmente l’amministrazione non si è impegnata a metterli nelle condizioni di farlo. Perché i rapporti fra il personale ed il sindaco Bianco sono tutt’altro che idilliaci: “Gli impiegati sono tutti anziani – ci spiega la nostra fonte - e oberati di lavoro. Quelli che potrebbero essere impiegati nel funzionamento della centrale semaforica, anche mettendosi a disposizione accumulando ore, non vengono valorizzati. Il personale non è motivato dall’amministrazione, che si fa sentire soltanto quando c’è da puntare il dito per scaricarsi di dosso le proprie responsabilità. Insomma, gli impiegati sono maltrattati, disonorati e incazzati. Il resto è conseguenza”.

Maltratti, disonorati, incazzati. Benvenuti a Catania.

Alessandro Sofia

Redazione NewSicilia



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