Economia

Rottamazione cartelle esattoriali, ANCL: “Il governo soffoca le aziende”

Guido Sciacca - Guido Russo
Guido Sciacca - Guido Russo
9 mag 2017 - 18:54

CATANIA – “Quello che si poteva risparmiare aderendo alla rottamazione delle cartelle esattoriali riguardava esclusivamente le sanzioni e gli interessi di mora. Noi dobbiamo distinguere due tipi di interesse che investono le cartelle di pagamento che sono gli interessi di mora e gli interessi per iscrizione di pagamento“.

A parlare sono Guido Russo e Guido Sciacca rispettivamente consigliere provinciale e presidente provinciale dell’ANCL (Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro), in merito alle modalità di attuazione, a livello nazionale, delle cartelle esattoriali.

La cartella esattoriale è conosciuta anche come cartella di pagamento, ed è uno strumento di riscossione tributaria con la quale la Pubblica Amministrazione, attraverso Equitalia, attiva una procedura finalizzata al recupero di crediti, più o meno cospicui, vantati nei confronti del contribuente.

“Gli interessi di mora – affermano – sono quelli che applica Riscossione Sicilia, o Equitalia in genere, dal momento in cui viene trasmesso il ruolo. Gli interessi di ritardato pagamento, che in genere sono molto pesanti, sono invece quelli che decorrono dal momento in cui il contribuente doveva pagare entro la data di scadenza fino al momento in cui il ruolo viene trasmesso presso Riscossione Sicilia o Equitalia”.

La grande problematica – sottolineano – è rappresentata dalle tempistiche e da quanto chiede il governo per poter andare a saldare il debito nei confronti della Pubblica Amministrazione. Con la rottamazione si è arrivati al punto di chiedere alla aziende il 70% del pagamento delle somme entro sole tre rate, incominciando da luglio. Quindi in un momento delicatissimo per le aziende che stanno affrontando una spaventosa flessione economica, incomprensibilmente non condivisa dal governo, si sta chiedendo loro di saldare immediatamente delle cifre eccessive a cospetto di un futuro saldo del 30% da effettuare entro giugno 2018“.

Se avesse davvero voluto aiutare le aziende, il governo avrebbe dovuto attuare degli scaglioni con delle rate che possano essere sostenibili per le aziende. Le aziende dunque non evadono perché hanno piacere a farlo ma evadono perché non ci arrivano economicamente e non sono nemmeno aiutate in alcun modo. Tutto ciò il governo ha cercato di farlo sembrare come qualcosa di positivo ma la realtà è ben diversa“.

“Tutto questo è un fenomeno – continuano i vertici dell’ANCL – che si trascina da solo, perché una economia bloccata fa soltanto aumentare nuovamente i debiti e la paventata idea di far aumentare l’aliquota IVA dal 20% al 22% non ha fatto altro che avere un gettito fiscale inferiore“.

Altri disagi, sempre di fonte governativa, sono stati creati dalla errata attuazione della norma in merito. Questa norma, infatti, prevedeva che la scadenza naturale per la presentazione della domandina per la rottamazione della cartella esattoriale fosse fissata per il 21 aprile, quindi fino al giorno 20 si sarebbe dovuto accedere alla banca dati predisposta da Equitalia. Ma questo – hanno concluso Guido Russo e Guido Sciacca –  non è avvenuto comportando grandissima confusione per i contribuenti, con una crescente impossibilità per tutti di accedere serenamente e valutare se poter aderire o meno alla rottamazione”.

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Redazione NewSicilia



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