Prefettura

Ritirato il certificato antimafia alla Tecnis. Ugl esprime preoccupazione

Mimmo Costanzo, Ceo Tecnis
Mimmo Costanzo, Ceo Tecnis
16 nov 2015 - 16:00

CATANIA - Nei giorni scorsi è stato ritirato il certificato antimafia alla ditta Tecnis, dopo lo scandalo Anas che ha visto coinvolti Bosco e Costanzo, e ritorna la preoccupazione per il futuro dei svariati cantieri isolani dell’azienda e per il futuro dei lavoratori.

L’Ugl etnea ha espresso forte preoccupazione: “Non vogliamo assolutamente entrare nel merito delle indagini e delle scelte sia degli inquirenti che della magistratura - spiega il segretario Carmelo Mazzeoche stanno svolgendo in maniera eccellente il loro lavoro. Siamo invece molto preoccupati per la sorte dei numerosi lavoratori impegnati negli affidamenti attuali che, in un momento di grande crisi come questo, stanno portando nelle città interessate una boccata d’ossigeno per l’economia e l’occupazione. Auspichiamoconclude Mazzeoche le istituzioni, con in testa il Governo nazionale, non ignorino questo patrimonio umano e le loro famiglie, oggi più che mai in attesa di certezze e rassicurazioni”.

La Tecnis, in una nota, fa sapere che “il prefetto di Catania ha subito manifestato grande sensibilità, comunicando alle stazioni appaltanti l’intenzione di valutare l’applicazione delle misure di commissariamento delle imprese, previste dalla legge, per garantire la continuità di funzione ed i servizi indifferibili per la collettività, nonché per salvaguardare i livelli occupazionali”.

Il C.D.A. di Tecnisprosegue la nota - ha delegato immediatamente i suoi legali a rappresentare al prefetto la più ampia collaborazione, al fine di individuare il percorso più rapido ed efficace per garantire la continuità nell’attività di impresa ed il rispetto degli accordi di ristrutturazione dei debiti, in corso di perfezionamento con i fornitori ed il sistema bancario”.

“Il C.D.A. di Tecnis – conclude il comunicato – avendo già avviato un processo di radicale riorganizzazione dell’azienda, auspica che la momentanea difficoltà derivante dall’intervento prefettizio sia superata rapidamente, con la conferma della fiducia nel piano industriale dell’azienda”.

Andrea Sessa



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