Immigrazione

Riti voodoo per costringere minorenne a prostituirsi: arrestati fratello e sorella

Operazione brother and sister
17 mar 2017 - 12:41

CATANIA - In data 14 marzo 2017, in esecuzione di un decreto di fermo emesso in data 10.3.2017 dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Catania, la polizia di stato – squadra mobile di Catania, in collaborazione con personale delle squadre mobili di Caserta e Foggia – ha arrestato:

  • Osatohamwan Mathew, 30 anni, detta “Briget” od “Osato”, arrestata a Caserta; 
  • Osarodion Matthew, 33 anni, detto “Jerry” o “papà Twins”, arrestato a Foggia

perché gravemente indiziati dei reati di tratta di persone e di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, con le aggravanti di avere esposto a pericolo la vita o l’incolumità delle persone trasportate, facendole imbarcare su natanti occupati da numerosi migranti privi di ogni necessaria dotazione di sicurezza, e di avere agito al fine di reclutare persone da destinare alla prostituzione o, comunque, allo sfruttamento sessuale ed al fine di trarne profitto.

Il provvedimento restrittivo accoglie gli esiti di un’articolata attività investigativa di tipo tecnico, tuttora in corso, coordinata dalla locale D.D.A. ed avviata dalla squadra mobile – sezione Criminalità Straniera e Prostituzione – a seguito della comunicazione pervenuta da personale O.I.M. (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) il 18 agosto 2016 relativa ad una minore nigeriana, “Rosalia” (nome di fantasia, n.d.r.), giunta sul territorio nazionale in occasione di un arrivo di migranti nel porto di Catania il 21 luglio, a bordo della nave Marina Militare spagnola “Reina Sofia” e allontanatasi dalla struttura dove era stata collocata per raggiungere la propria “madame”.

La minore era stata, infatti, raggiunta nella struttura da un connazionale che, su incarico della “madame reclutatrice”, le aveva organizzato il viaggio per raggiungere la sfruttatrice dimorante ad Aversa.

Rosalia era stata da subito costretta a prostituirsi in strada ed era, tuttavia, riuscita a fuggire, avvisando personale OIM e chiedendo di esser aiutata, da qui la segnalazione che ha determinato il pronto intervento della squadra mobile che tempestivamente raggiungeva il luogo dove era stata comunicata la presenza della giovane, rintracciandola e assicurandone l’immediata messa in protezione.

Rosalia ha, quindi, deciso di raccontare la propria storia, riferendo di aver deciso di lasciare il proprio paese, a causa delle difficoltà economiche della famiglia di origine, raccogliendo un invito, fattole da una conoscente, di raggiungere l’Italia e svolgere un lavoro lecito che le avrebbe consentito di aiutare i familiari, ricevendo rassicurazioni che non avrebbe lavorato come prostituta e con l’accordo che avrebbe pagato la somma di 5.000.000,00 di naira (15.000,00 euro circa) alla donna che l’avrebbe attesa in Italia e si sarebbe fatta carico delle spese del viaggio.

Prima di intraprendere il viaggio la minore era stata sottoposta ad un rito “Ju Ju” con il quale si era impegnata a pagare il debito contratto, altrimenti sarebbe morta o colpita da disgrazie di ogni genere.

L’attività tecnica avviata a seguito delle circostanziate dichiarazioni rese da “Rosalia” ha consentito di avere immediati riscontri di quanto dichiarato dalla giovane, facendo emergere, infatti, plurimi riferimenti alla sua vicenda, in particolare alla fuga, e al fratello della sua “madame”, che aveva gestito i contatti con alcuni nigeriani, mentre la minore si trovava in Libia in attesa di imbarcarsi.

Sul telefono di “Rosalia” i contatti dei suoi aguzzini erano stati registrati sotto il nome di “Brother” e “Sister”.

La “Sister”, detta “Briget” o “Osato, rintracciata nel comune di Lusciano, nel corso dei servizi di intercettazione, ha fatto plurimi riferimenti alla persona offesa e alla sua fuga, meditando vari escamotage da adottare per riuscire a rintracciarla e progettando l’esecuzione di nuovi riti voodoo per punire la “fuggitiva” e riassoggettarla al proprio volere, in particolare mostrava al proprio complice la necessità di procurarsi frammenti di vetro di finestrini di autovetture coinvolte in incidenti stradali mortali o di treni coinvolti in disastri ferroviari allo scopo di utilizzarli per rendere ancor più letale ed efficace la disgrazia minacciata.

Osarodion Matthew, dettp Jerry” o “papà Twins”, dal canto suo, in una conversazione con “Briget”, a proposito della fuga di “Rosalia”, ha affermato che, qualora fossero riusciti a rintracciarla , utilizzando come esca anche il social network Facebook, avrebbe raddoppiato il debito che la vittima aveva nei loro confronti.

Da una conversazione registrata tra la “maman” ed i familiari della vittima, che l’avevano contattata perché non avevano avuto più notizie della figlia minorenne, è emerso come il rapporto contrattuale non fosse esclusivamente tra carnefice e vittima, ma coinvolgesse anche i familiari, obbligati in solido all’adempimento del debito di ingaggio contratto dalla minore.

Ciò è emerso dalle parole di “Briget”, la quale, dialogando con i familiari di Rosalia in Nigeria, esclamava freddamente “…quando uno si affida a qualcun altro per fare viaggiare i propri figli è giusto che questi venga pagato….”.

I servizi di intercettazione hanno permesso anche di appurare che gli indagati, fratello e sorella, in concorso tra loro, con più azioni esecutive dello stesso disegno criminoso, promuovevano, organizzavano, finanziavano ed effettuavano il trasporto illegale di “Rosalia”, avvalendosi di servizi offerti dai correi in Nigeria ed in Libia, dove utilizzavano “connection houses” per la permanenza della minore prima dell’imbarco alla volta dell’Italia su natanti di fortuna, occupati da numerosi migranti privi di ogni necessaria dotazione di sicurezza, ad alto rischio di naufragio, reclutando le giovani per destinarle alla prostituzione o, comunque, allo sfruttamento sessuale al fine di trarne profitto.

Espletate le formalità di rito, i fermati sono stati condotti nelle case circondariali di Pozzuoli e Foggia.

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Redazione NewSicilia



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