Intervista

Ritardi e cancellazioni voli Fontarossa per nebbia, Torrisi chiede scusa :”Abbiamo fatto il possibile”

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25 mar 2017 - 12:11

CATANIA - Catania come Venezia. No, non è un’assurdità, ma la fotografia delle condizioni meteorologiche che si sono abbattute, a partire dalle 16,00 di ieri pomeriggio, sul capoluogo etneo: c’era nebbia dappertutto e per questo l’aeroporto Fontanarossa è stato chiuso.

L’hanno chiamata la “lupa”. In sostanza la visibilità è scesa di molto al di sotto del limite consentito dei 550 metri.

Che si tratti di un fenomeno assolutamente straordinario nella nostra isola, è un chiaro dato di fatto, ma, come effetto a catena de “l’imprevedibile”, ieri moltissimi passeggeri sono rimasti a terra e da lì è scattata un’accesa polemica.

Centinaia di persone tra donne, uomini e bambini che avrebbero dovuto imbarcarsi alla volta delle destinazioni più disparate o fare rientro a Catania sono rimasti bloccati, oppure hanno subito dei gravi ritardi.

Ecco perché abbiamo raggiunto telefonicamente Nico Torrisi, amministratore delegato della Sac, che ci ha fornito un quadro chiaro del lavoro svolto nelle ultime 24 ore dalla società.

“I disagi della serata di ieri sono innegabili considerato che abbiamo dovuto sospendere, nella tarda serata, i decolli e gli atterraggi: mi scuso personalmente a nome della Sac con i passeggeri e con le loro famiglie, ma ringrazio tutti i dipendenti dell’azienda che rappresento per il grande lavoro che hanno fatto in modo da ovviare all’incomodo”.

È con tono conciliante che l’AD della Sac si è pronunciato in merito a quanto accaduto ieri.

Il punto però è che si è parlato della mancanza di strumentazione adeguata per fronteggiare situazioni del genere e prevenire i fastidi degli utenti. Qui, sempre molto schiettamente, Torrisi ha risposto.

“Quello di Catania è un aeroporto molto grande e tra i più importanti del meridione, ma il punto è che si trova proprio al Sud, posto in cui, a memoria d’uomo, è davvero difficile ricordare altri episodi in cui si sia abbattuta la nebbia e con questo tipo di intensità - spiega Torrisi -. Ciò significa che se altri importanti aeroporti in Italia, (faccio riferimento a Milano, Torino e Venezia), decidono di investire su strumenti che favoriscono la visibilità in condizioni meteorologiche avverse, si tratta di una decisione necessaria. A Catania non è necessario fare questo tipo di investimenti”.

Anche questa volta, ci si chiede di chi sia la colpa: Sac o compagnie aeree? Il solito rimpallo della responsabilità in cui a perderci, come sempre, sono solo gli utenti che hanno dovuto trascorrere molte ore in attesa di raggiungere le loro destinazioni.

“Non possiamo trasformare l’aeroporto in una tendopoli o un centro di accoglienza – afferma Torrisi -. Le compagnie aeree hanno riprotetto moltissimi passeggeri che non erano di Catania. Non appena l’aeroporto ha ripreso a funzionare, abbiamo raddoppiato i funzionari per smaltire la confusione – conclude -. Ieri il problema dell’imbottigliamento del traffico aereo è stato causato non solo dalla nebbia ma anche dal fatto che fosse venerdì, giorno di fuoco nella settimana per chi si sposta in aereo. Onestamente ritengo che il problema non è stato di competenza della società che gestisce la stazione aeroportuale”.

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Vittoria Marletta



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