Consuntivo

Risultati positivi nel primo semestre del 2015 per la Procura di Catania

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12 ott 2015 - 16:10

CATANIA - “Senz’altro positivi appaiono i risultati conseguiti da questa Procura distrettuale nel semestre di riferimento nei vari settori di sua competenza e in particolare in quelli maggiormente significativi in cui l’ufficio ha dato luogo a delle ‘buone prassi’ le cui eccellenze di rendimento erano state già riconosciute in primo luogo dall’Ispezione ministeriale ordinaria già indicata nella precedente relazione consultiva ed in secondo luogo dal Procuratore nazionale Antimafia, che nelle sue ultime relazioni ha definito ‘straordinario’ il risultato conseguito dalla direzione distrettuale”.

Con queste parole si apre il documento che riporta il consuntivo del 1° semestre 2015 della Procura della Repubblica di Catania.

Il dato statistico dell’intero ufficio non può che portare a valutazioni positive: “Il numero dei procedimenti pendenti nei confronti di noti - si legge nella nota - è ulteriormente sceso di oltre 600 unità, nonostante l’elevato numero delle sopravvenienze, sicché risulta confermato il trend positivo di riduzione delle sopravvenienze che dal gennaio del 2012 si è complessivamente ridotto di oltre 5000 unità, pari a più del 30% delle attuali pendenze. Analogo discorso va fatto per le pendenze dei procedimenti nei confronti di ignoti, dove anzi la riduzione del semestre è ancor più rilevante, essendo di circa 1700 unità, pari a circa il 20% delle pendenze attuali. Sostanzialmente stabile e invece il numero delle pendenze dei fascicoli iscritti per fatti non costituenti notizie di reato, essendosi registrato nel semestre un aumento di circa 70 unità che appare irrilevante rispetto alla pendenza complessiva di circa 2000 fascicoli, dovendosi comunque osservare che in tale settore dal dicembre del 2012 si è registrata una diminuzione di circa il 68% delle pendenze, a dimostrazione dello sforzo di trasparenza intrapreso dall’Ufficio”.

Per il nuovo progetto organizzativo per il triennio 2015-2017, dunque, si è voluta mantenere la stessa impostazione di quello precedente, con alcune modifiche richieste dall’esigenza di ulteriore efficienza elaborate sulla base delle esperienze fin qui maturate.

“Una delle innovazioni più rilevanti apportate riguarda l’ampliamento dei reati a distribuzione diffusa e il conseguente accorpamento in un unico gruppo di lavoro diretto da un Procuratore Aggiunto dei reati prima appartenenti ai gruppi 4 e 5, e cioè quelli contro il territorio e l’ambiente e quelli contro l’incolumità della persona, questi ultimi limitatamente alle fattispecie collegate a colpe mediche o alla violazione della normativa sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro. Tali scelte rispondono all’esigenza, già evidenziata nel precedente P.O, di considerare il gruppo di lavoro non come un mero criterio di distribuzione degli affari all’interno dell’ufficio bensì come la sede più idonea all’elaborazione di strategie e di strumenti di lavoro più efficaci per il contrasto dei fenomeni criminali che pregiudicano aree omogenee di beni giuridici tutelati.

Importante sottolineare anche l’Accordo di collaborazione che l’ufficio di Procura ha sottoscritto con Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate di Catania il 26 marzo 2015.

“L’esigenza che ha ispirato l’accordo è stata quella di migliorare l’efficacia e la tempestività dell’azione di contrasto all’evasione fiscale e reati tributari in materia di imposta sui redditi e IVA”.

Particolare impegno, poi, è stato profuso nella gestione dei flussi migratori: “Nel primo semestre del 2015 il numero dei migranti approdati via amare nei porti del distretto catanese è stato di 24.779. L’eccellenza dei risultati conseguiti nel settore del contrasto alle organizzazioni dedite al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e il ruolo pilota assunto dalla procura di Catania nell’elaborazione degli strumenti giuridici più adeguati è stato attestato sia da parte della Procura nazionale Antimafia, che ha dato atto delle metodologie innovative ed estremamente efficaci poste in essere da quest’ufficio per contrastare tale fenomeno, sia dalle circostanze per cui la Commissione permanente istituita presso l’O.N.U. a Vienna per lo studio del crimine organizzato internazionale ha richiesto nella scorsa primavera la partecipazione di rappresentanti di quest’ufficio ad una sessione specificamente dedicata a questo tema per conoscere le esperienze maturate a Catania e le modifiche adottabili da parte dei competenti Organismi internazionali in sede normativa e amministrativa per approntare strumenti più incisivi”.

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Marco Bua



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